Anonimo domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 07/01/2017

Agrigento

Sono fatto cosi

Salve,
sono abbastanza scettico sul fatto che si possa trovare una soluzione al fatto che il mio cervello sta bruciando su fiamma lenta giorno dopo giorno, ma tentar non nuoce e di certo i pareri esperti non possono che aver esito o neutro o positivo.
Ho 23 anni e da qualche anno è iniziato questo processo di distruzione nella mia testa.
Io mi reputo un caso perso. Prima di scrivere questo testo ho letto i diversi casi di depressione , di disturbi della personalità e di altri problemi. Mentre leggevo riuscivo ad immedesimarmi nell'80% della liste dei disturbi.
Cercherò di non dilungarmi nelle descrizioni impostando il tutto a mo' di elenco.
Il problema principale è il non riuscire a portare avanti le cose. Inizio una cosa, ne inizio un'altra e dopo un'altra ancora. In successione rimangono tutte a metà o a inizio dell'opera e nessuna di esse viene conclusa. Che si tratti di amore, di amicizie, di lavoro, di divertimento, di questioni importanti o meno. Qualsiasi cosa sia, la inizio e dopo poco PERDO COMPLETAMENTE L'INTERESSE.
Sono un perfezionista, se devo fare una cosa voglio che sia fatta a regola d'arte altrimenti non inizio nemmeno. Questo va in conflitto con il fatto precedentemente raccontato.
Non riesco a PIANGERE. Quando parte lo stimolo, entra in gioco il cervello e ferma tutto in partenza. Che sia morta una persona a me cara, un famigliare o chiunque abbia avuto importanza nella mia vita, provo indifferenza.
Ho provato a cambiare le cose, sono stato fidanzato 3 anni con una ragazza e penso di averle voluto bene. Le cose non andavano male ma è successo più volte di aver avuto voglia restare da solo, forse anche per proteggere lei da me. In conclusione, dopo 3 anni l'ho lasciata con un sms abbastanza breve: <<Ok>>
Lei ci ha sofferto tanto, io a distanza di un anno ancora provo indifferenza nonostante lei stia ancora cercando di capire cosa sia successo. Il problema sta nel fatto che in quel momento avevo voglia di lasciarla e l'ho lasciata. Non ci sono motivi particolari.
"Voglio trovare un senso a questa vita" diceva Vasco. Ebbene vorrei trovarlo anche io perchè oltre ad aver lasciato la ragazza in quel periodo ho lasciato il lavoro, ho lasciato gli " amici" . Sto bene da solo ma ovviamente ho bisogno di qualcuno, più che altro per rendermi conto di essere vivo, anche se non me son più tanto sicuro.
Non trovo un senso in niente di quello  che faccio, che vedo.. Guardo le persone a me care e vedo dei corpi con gambe braccia e occhi, spesso li percepisco come estranei.
Non mi interessano le amicize, non mi interessa stare li a sbavare dietro le ragazze, a loro appaio come stro**o e bene o male arrivano loro da me. Credono sempre di non essere abbastanza per me, si fanno mille problemi e non riescono a capire che semplicemente, sono fatto cosi.
Il problema consiste nel fatto che tutto ciò mi porta all'autodistruzione. Cosa dovrei fare? Continuare ad indossare la maschera dell'amico vero, la maschera del fidanzato , la maschera del figlio, la maschera del bravo ragazzo? Perchè sinceramente ho perso l'interesse verso la vita ma non ho mai pensato al suicidio o roba simile, lo reputo poco dignitoso.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Loredana Ragozzino Inserita il 08/01/2017 - 00:12

Caro Anonimo,
lo sa vero che cercare nel web una sintomatologia equivale af essere con un piede in una fossa?!
Se ha scritto in questo portale è in difficoltà e sta cercando aiuto.
È un buon passo il suo perché significa che è motivato a stare meglio.
Questa sorta di congelamento emotivo senza dubbio ha una spiegazione che risale a sue esperienze vissute.
Affermare sono fatto così è riduttivo e non cotruttivo.
Da ciò che scrive ritengo possa rivolgersi a un tetapeuta per esporre cioaso di lavorare sulla sua autostima.