Azzurra domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 16/09/2016

Bergamo

Ansia che si manifesta "a riposo", possibile?

Buonasera, vi scrivo per avere delle delucidazioni in merito all'ansia e alle crisi d'ansia. Per cominciare, ho 25 anni, e fin da bambina sono sempre stata molto ansiosa. Le prime crisi mi sono venute a 12 anni, durante le lezioni scolastiche. Sono anche una persona ahimé ipocondriaca, e a 15 anni ho passato un periodo della mia adolescenza, assalita dalle ossessioni omosessuali. Mettevo in dubbio la mia identità sessuale, ragion per cui sono stata anche in 'cura' da una psicologa per quasi due anni, senza utilizzo di farmaci. Ai tempi, mi fu diagnosticato dallo psichiatra un disturbo d'ansia da separazione. Comunque, nonostante attualmente non vada più dalla psicologa, l'ansia resta sempre parte di me. I sintomi che mi perseguitano durante le giornate stressanti o piene di preoccupazioni, sono quelli tipici: affanno, fatica a respirare, sensazione di ''tumulto'' o batticuore nel petto. A volte anche vampate di caldo, appena sento che sta per arrivare. La cosa che però vorrei chiedere a voi è questa: è possibile che a volte i sintomi dell'ansia, dati dai pensieri negativi, delle preoccupazioni ecc avute durante la giornata, si manifestino quando vado a coricarmi? Mi è successo già un paio di volte nelle ultime settimane, in corrispondenza a delle giornate particolarmente stressanti psicologicamente (di ritorno dalle ferie), di ritrovarmi a letto la sera, e non riuscire ad addormentarmi perché improvvisamente fa capolino la tachicardia. Sento però che non è una tachicardia patologica, come dire: è semmai quasi una sensazione di cuore agitato, che batte in modo un po' sconclusionato, capace di andare avanti anche per un'ora, impedendomi di prendere sonno. E il colmo è che, essendo rilassata e sdraiata, nel silenzio della stanza, più mi soffermo ad ''auscultare'' il mio battito, e più mi sembra forte e/o veloce. E' come se di giorno, l'ansia la sminuissi, tenendomi impegnata in varie attività. Ma nel momento in cui mi corico, ecco che si scatena, e si vuole finalmente far sentire bene (o forse sono io che ne percepisco più facilmente i sintomi?). Chiedo, è possibile tutto ciò? Ci tengo inoltre a dire che ho sofferto per anni di tachicardia da rientro nodale, dalla quale però sono guarita qualche mese fa in quanto ho fatto l'ablazione transcatere, e posso dire con fermezza che il batticuore che avverto ora ogni tanto la sera quando vado a letto, non ha nulla a che vedere con quello che mi hanno ‘ablato’. Quindi, la mia domanda è: l'ansia può manifestarsi anche in condizioni di apparente ''riposo fisico e mentale'', se si ha avuto una giornata piena di pensieri e preoccupazioni?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Filippo Rodà Inserita il 16/09/2016 - 17:31

Ciao Azzurra,
La ricerca scientifica ha messo in evidenza che le nostre reazioni emotive e comportamentali sono determinate dal modo in cui interpretiamo le varie situazioni, quindi dal significato che diamo agli eventi. Di fronte al medesimo evento persone diverse possono avere un diverso comportamento o una differente emozione. Vi è una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti; inoltre, i problemi emotivi sono influenzati da ciò che pensiamo e facciamo nel presente.

La differente reazione emotiva e comportamentale è determinata dall'interpretazione che le persone danno all'evento, quindi dai loro pensieri. Lo stesso evento, quindi, può portare ad emozioni e comportamenti differenti a seconda di come lo si interpreta. Questo spiega perché una stessa situazione-stimolo può provocare in soggetti diversi, o nello stesso soggetto in momenti differenti, due reazioni completamente opposte.

La situazione da lei descritta, ossia, sentire i propri battiti cardiaci nel proprio letto mentre si cerca di prendere sonno, è un'esperienza che può capitare, anche a me è capitato e capiterà, soprattutto se abbiamo un'orecchio appoggiato al cuscino.
Nel momento in cui focalizziamo la nostra nostra attenzione sul cuore vi è un'attivazione fisiologica e una sensibilizzazione, in altre parole, ogni qualvolta indirizziamo la nostra attenzione su qualcosa, l'atto stesso di porre volontariamente attenzione verso qualcosa determina una attivazione psicofisiologica, il che comporta rilascio di adrenalina, un aumento delle pulsazioni, degli atti respiratori un maggior afflusso di sangue ai tessuti muscolari (attivazione neuroendocrina). Inoltre, il ruolo dell'attivazione emozionale è importante. Nella mia esperienza, "auscultare" il mio cuore mi ha sempre inquietato, l' attivazione emozionale indotta dallo stimolo ( ad esempio "auscultare il cuore") organizzata a livello limbico, si manifesta sia a livello biologico-somatico, ad esempio, mediante modificazioni neurovegetative ed endocrine, sia a livello psicologico-comportamentale, ad esempio iniziare a preoccuparsi e man mano che aumentano le preoccupazioni aumenta la paura e le modificazioni neurovegetative ed endocrine (aumento battiti cardiaci ecc.).

C'è da aggiungere che le nostre attività cognitive sono soggette a cicli, ad esempio il nostro organismo è soggetto al ciclo veglia-sonno e ad altri cicli legati alle prestazioni cognitive: si è messo in evidenza che dopo 45-50 minuti di attività psicofisica, vi è un calo delle nostre performance: abbassamento delle capacità a mantenere l'attenzione focalizzata, aumento degli errori quando si è impegnati in attività cognitive, facile distraibilità, sonnolenza ecc. ; con fasi di recupero (riposo) che hanno la durata minima di 15 minuti. In situazioni di quiete questo ciclo (azione e recupero) dura circa un'ora e mezza. Ciò può spiegare il perché lei prende sonno dopo un'ora di "ansia".
A volte basta, cambiare posizione, o comunque, non preoccuparsene.
In definitiva: l'esperienza che lei descrive è normale, non ha nulla di patologico, è solo un sintomo di vitalità.
Spero di essere stato comprensibile e soddisfacente.
Per ulteriori curiosità, sono a sua disposizione
Cordiali Saluti