Nica domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 28/03/2016

Autolesionismo

Salve, scusate se vi disturbo.
Sono una ragazza di 18 anni e da quando ne avevo 12 sono un'autolesionista.
Per me è il solo modo per sfogare ciò che non riesco ad esprimere a parole.
L'anno scorso un cardiologo mi ha prescritto delle gocce per l'ansia perchè è risultato che sono una persona eccessivamente emotiva e ho tachicardie e attacchi di panico per molte cose, a volte anche banali.
Purtroppo quelle gocce non mi stanno servendo a molto, infatti il solo "metodo" che riesce a calmarmi, anche se solo per poco, rimane tagliarmi le braccia.
I miei genitori ovviamente non lo sanno e, vivendo ancora con loro, devo nascondere i tagli, il che aggiunge altro stress.
Sono una ragazza parecchio chiusa e insicura, non mi fido delle persone, forse anche perchè in passato ho avuto parecchi problemi ad integrarmi con la gente.
In più, soprattutto ultimamente, sto avendo parecchi problemi famigliari, dovuti a lutti o a malattie di salute ( da poco mia madre ha scoperto di avere un tumore al seno)
Ho soltanto un'amica di cui sento di potermi fidare e a cui parlo del mio problema, anche perchè anche lei è autolesionista, ma non mi piace parlarle dei miei stati d'animo, anche perchè lei ha già abbastanza guai di suo, non serve che le dia altre preoccupazioni.
Il problema è che non so più che fare!
Vorrei smettere, ma per me è come una droga, non ne riesco a fare a meno!
Io ci provo, ci ho provato tante volte, una volta sono riuscita a stare quasi due mesi senza ma, dopo un attacco di panico particolarmente violento, ho ricominciato.
Non voglio andare da uno psicologo, mi sentirei troppo a disagio, l'unico modo in cui riesco a parlare di queste cose è da dietro uno schermo.
Cosa posso fare per migliorare la mia situazione?
Grazie mille, e scusate per questo sfogo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Antonio Amatulli Inserita il 29/03/2016 - 07:24

Cara nica,
mi colpiscono le sue parole:

"Per me è il solo modo per sfogare ciò che non riesco ad esprimere a parole".

Se lei riuscisse ad esprimere a parole i suoi sfoghi, continuerebbe a farlo? Qualsiasi sia la strada che adotterà, per diminuire le lesioni, dovrà individuare altri metodi per sfogare quel "qualcosa che è inesprimibile a parole".

Una domanda: se la necessità di lesionarsi, fosse un qualcosa di concreto, che cosa sarebbe? E come mai per lui è così utile sfogare " ciò che non riesco ad esprimere a parole"?

La sua strada è impegnativa, Nica. capisco che non voglia andare da un collega perché si sentirebbe troppo a disagio, e mi domando: di cosa avrebbe bisogno, per non sentirsi a disagio da uno psicologo?

mi domando se può essere utile un collega via internet, alcuni lavorano addirittura solo con l'audio.

un'ultima cosa: mi complimento con lei per aver interrotto le lesioni per più di due mesi. Capisco che dopo e' ripreso a causa di un dap particolarmente violento, cio' non toglie che lei per quasi due mesi e mezzo non ha agito autolesioni. cosa le ha permesso, secondo lei, di arrivare a quasi due mesi e mezzo? riusciva ad esprimere a parole i suoi sfoghi? faceva/viveva qualcosa di diverso?

Le faccio i migliori auguri, nica. mi faccia sapere, se le va, cosa ne pensa delle mie riflessioni.

Dott. Amatulli