Urano domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 10/03/2016

Una vita sprecata

Come da titolo. Sono un 40enne che si rende conto di non aver concluso nulla di buono nella vita. A mio giudizio tutto nasce da una sensazione che ho avuto sin dall' infanzia quando non so perchè ma ho iniziato a credere di essere diverso dalle altre persone, insomma non uno di loro, nè in meglio nè in peggio sia chiaro ma semplicemente non uno dei tanti. Tutto ciò ancora oggi mi porta a credere che le persone mi vedano anche esse in maniera particolare. Io a modo mio ho sempre fatto di tutto per essere più vicino alle persone ma ho sempre intuito esserci una barriera eretta tra me e gli altri. Vale per gli amici, le donne, etc. Tradotto non riesco ad allacciare veri rapporti con le persone ma sempre rapporti freddi e distaccati. Di sicuro mi sbaglio perchè con la logica ci si arriva a dedurre che non è così ma è una sensazione che ho dentro e non posso farci niente. Per un po' di anni conoscendo questo mio limite ho cercato di conviverci creando un mio riccio e pensando "non mi volete? peggio per voi". Pensavo meglio così che far finta di vivere e devo dire che in fondo questo mal minore mi ha fatto stare "bene". Adesso no, non più perchè mi rendo conto di aver sprecato la vita e non aver concluso nulla di buono. Il problema che prima consciamente nascondevo a me stesso è venuto fuori in questi mesi quando l' ultima goccia ha fatto traboccare il vaso. Questa goccia è una ragazza che ho frequentato un po' ma adesso tutto è finito. La differenza con le altre frequentazioni femminili passate sta nel fatto che a lei tenevo davvero (come lei teneva a me) ed averla persa mi ha fatto riflettere sul fatto che fosse colpa mia nel senso di non aver fatto tutto il possibile per tenerla (intendo corteggiarla, stare con lei il più possibile etc etc). Mi sono chiesto ma perchè mi sono comprtato così se lei mi piaceva? Perchè avevo così tanti dubbi? Alla fine posso dire che questo è un esempio emblematico su quella che è stata la mia vita, le tante occasioni che mi si sono presentate e che io non ho saputo o voluto cogliere e non parlo solo di sentimenti. Ho dedotto che questa donna sia stata un po' la metafora della mia vita e che quindi adesso più che rimpiangere lei io in effetti rimpiango la mia vita sprecata. Sia chiaro, ho un buon lavoro, sono laureato, sono spesso allegro con le persone che mi stanno intorno, ma questa spada sulla testa c' è sempre e non mi fa vivere la vita come vorrei o come avrei voluto. Preciso che non mi sento affatto depresso. Mi rendo conto che ormai sono vecchietto e che la vita per metà è andata. Non mi sposerò, non avrò figli etc, quello che voglio è solo sapere il perchè di questo mio modo di essere. Scusate se mi improvviso psicologo ma a mio parere questo dimostra che ho ammesso il problema, mi sono studiato ed ho cercato risposte e soluzioni. Ecco vorrei arrivare alla fine (quando sarà e spero il più tardi possibile) togliendomi questo dubbio. Sapere perchè ho vissuto così.

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Dott.ssa Olga Ingrassia Inserita il 10/03/2016 - 17:42

Caro Urano, leggendo quello che ha scritto è come se si sentisse un sapore amaro che si tiene in bocca, e da quello che lei scrive, questa sensazione sembra averla da un pò, sin dall'infanzia . Non si è mai sentito uno dei tanti, sente una barriera, un muro che la distanzia dall'avere rapporti con le altre persone e questa sensazione l' ha portata ,come scrive lei, a crearsi un riccio, a chiudersi , evitando la creazione di rapporti stabili e duraturi. Sente di avere sprecato la vita e non avere concluso nulla di buono,scrive, ma leggo che ha un buon lavoro, è laureato e spesso allegro con le persone che le stanno attorno. Frequentare una ragazza alla quale teneva in particolar modo e lasciarla andare, questo scrive essere stato il fattore scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, che ha fatto venire fuori il problema, il non sapere cogliere le occasioni o volerle coglierle nel momento in cui si sono presentate,ma lasciarle andare via, uso una frase che lei hai scritto: "non mi volete?peggio per voi". Il nostro modo di essere, il modo in cui ci relazioniamo con gli altri e col mondo che ci circonda è multifattoriale. Ha compiuto un passo importante nell'esprimere,mettendolo per iscritto come si sente adesso, in questo momento della sua vita. Questo è solo il primo passo di un percorso, il suo . Se lei vorrà,la accompagnerò lungo il sentiero per un migliore benessere psicologico.
Resto a disposizione, non esiti a contattarmi.
un saluto,
Dott,ssa Olga Ingrassia