Rose domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/02/2016

Asociale

ho avuto a che fare con bullismo, se così lo si può chiamare o forse sono io che ingigantisco. Ai tempi della scuola (una vita fina quindi), ma non in abito scolastico ho avuto due episodi che non riesco a dimenticare, uno in cui mi si diceva "fate passare l'autobus (riferito alla mia stazza) e uno in cui un bambino con tutta la sua naturalezza mi diceva "brutta grassona". Poi da grande in ambito lavorativo, ho svolto una mansione particolare per un anno in cui le colleghe hanno fatto di tutto per farmi andare via (ma ho fatto tutto il mio anno sopportando) non rispondendo alle mie domande riferite alla mia formazione, prendendosi la libertà di colpirmi scherzosamente in testa con oggetti che non facevano male fisicamente ma mentalmente. Questo è successo circa 5 anni fa e non passa giorno in cui ripensi a come mi sentivo e all'ansia che mi provocava sapere che ogni mattina avrei dovuto sopportare le stesse cose fino alla scadenza del mio contratto. Dopo quella esperienza lavorativa disastrosa, ho deciso di trasferirmi altrove nella speranza di riuscire a lasciarmi alle spalle quelle sensazioni, ma non è stato così, trasferendomi i miei disagi sono partiti con me, trasformandosi in rifiuto di relazionarmi con le persone, con i bambini e quant'altro. Dove sto adesso ho il mio compagno, non ho amici con cui parlare e quando i conoscenti mi chiedono di partecipare a delle attività, mi viene l'ansia e mi sento costretta/incastrata, anche perché non so dire di no.. Non mi sento capace di relazionarmi con le persone, che sia di persona o per telefono.. ah odio rispondere al telefono.. mi mette ansia perché penso sempre che mi si chieda di interagire e non mi va. D'altro canto alle spalle non ho una famiglia unita, i miei si sono separati qualche anno fa, ho due fratelli, insomma ho una famiglia esplosa, sparsa un po' avunque con problemi irrisolti da anni..la casa in cui stavamo è stata messa in vendita, e pure questo è stato motivo di tristezza per me, in quanto tornare nel mio luogo di nascita una volta venduta, non avrebbe più senso, senza un punto di riferimento, coseguentemente non rivedrei più ne famiglia ne amici. Questo mi fa sentire senza nessun punto fermo, anche se personalmente non ho mai sentito un incoraggiamento e prese di posizione a mio favore anche prima di questo sfascio totale. Mi reputo un asociale, ma vorrei riuscire a non sentirmi più così tremendamente a disagio... vorrei avere un metodo per non farmi sopraffare dall'esterno e non sentirmi così inadeguata e inferiore agli altri da lasciar perdere ogni opportunità. Grazie.

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