annareese domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 09/02/2016

Genova

Ansia e procrastinazione, l'Università è la mia unica strada

Salve, sono una ragazza di appena 22 che si trova nuovamente di fronte allo stesso problema.
E' da quando ho 17 che soffro d'ansia, ogni interrogazione o verifica era questione di vita e di morte; l'ultimo hanno di liceo sono anche stata a casa due settimane ma essendo comunque una studentessa capace i professori mi hanno aiutato a concludere il liceo e direi dignitosamente.
Ho quindi optato per Giurisprudenza, non tanto perchè amassi il diritto, non avendolo mai studiato, ma perchè sono sempre stata una persona che vede le cose o in bianco o in nero, niente sfumature, e con un grande senso della giustizia che mi porta ad infervorirmi per un non nulla.
Ho iniziato l'Università credendo che l'ansia non si presentasse e invece ho preso un po tutto sottogamba lasciando passare il tempo e riducendomili all'ultimo.
Purtroppo in quel periodo le mie sicurezze sono andate vacillando: nel giro di un mese è mancato il mio cane, mia nonna e a mia mamma è stato diagnosticato un tumore al seno.
Non ho più capito nulla ero in una situazione tale che ho preferito mollare tutto.
L'anno successivo compresi che era giusto reiscrivermi a Giurisprudenza e riuscì subito a dare due esami con ottimi risultati ma poi la situazione si mise in stallo dinuovo.
Mi ritrovo ora, al terzo anno, quando dovrei essere al quarto,avendo dato solo 3 esami e non i propedeutici, che non ho mai tentato.
Io non vengo bocciato agli esami semplicemente non mi ci presento perchè sono terrorizzata dell umiliazione di sbagliare.
Ora non esco più, non vado più in palestra, non sento quasi mai gli amici; io sono preoccupata, i miei genitori non sanno come prendermi.
Mi ritrovo a 22 anni a non sapere cosa fare della mia vita, senza un reale sogno nel cassetto, sentendomi una fallita.
Non so cosa fare; non so se Giurisprudenza non è giusta per me o se semplicemente questa incapacità di studiare, memorizzare e capire dipenda da me e che quindi mi ritroverei ad avere anche se optassi per qualcos'altro.
Le lezioni mi piacciono, le adoro, mi sento in colpa se non ci vado e sto sempre attenta e interessata, ma quando si tratta di studiare è il panico e la situazione non fa che peggiorare

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 10/02/2016 - 14:32

Buongiorno Annareese,
uno dei meccanismi per cui l'ansia a volte va fuori controllo deriva proprio dal vedere le cose "bianche o nere". Si pensa che le cose debbano andare necessariamente in un modo, non considerando le alternative e pensando che esista solo quel modo; tutte le alternative diventano quindi automaticamente un fallimento.

Questo modo dicotomico di interpretare le cose (ad esempio: bisogna per forza avere un sogno, bisogna per forza sapere con certezza cosa si farà nella vita, altrimenti ci si sente falliti), genera sentimenti di intolleranza, rendendo insopportabile l'incertezza (es. non sapere con certezza a 22 anni cosa si farà nella vita).

In queste condizioni è difficile sognare, fare progetti, perché la paura del fallimento e l'ingigantimento delle conseguenze se le cose non vanno esattamente come si pensava, bloccano la persona.

La psicologia ha ben identificato i pensieri e le modalità con le quali si provocano questi blocchi e ha messo a punto e verificato negli anni l'efficacia delle tecniche di intervento.

Tuttavia è necessario che la persona si impegni con costanza nel percorso per imparare a gestire l'ansia.
Le consiglio una valutazione con uno psicologo, anche online, per vedere come affrontare la questione.
Sono a sua disposizione per eventuali approfondimenti.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino. Psicologa, Roma.

Dott.ssa Valentina Bua Inserita il 09/02/2016 - 20:28

Gentile Annareese,
l'ansia, a cui nella maggior parte dei casi attribuiamo un significato negativo, è in realtà un meccanismo psicofisiologico utilissimo, che ci permette di re-agire a diverse situazioni. Tuttavia, capita talvolta che essa diventi sproporzionata rispetto all'evento, e diventi incontrollabile, facendoci vivere ogni cosa come una "questione di vita o di morte", riprendendo le tue parole. Da quello che scrivi, mi sembra di capire che si sono susseguiti in un periodo della tua vita una serie di eventi per te traumatici, che, comprensibilmente, hanno influito sul tuo percorso di studi. Ora però il problema sembra essersi ripresentato, "apparentemente" senza nessuna ragione evidente e mi sembra, sempre da ciò che racconti, non sia confinato allo studio, ma stia condizionando altri ambiti della tua vita, come quello relazionale e sociale. Io penso che sarebbe importante indagare meglio questo sintomo, che mi sembra di capire non è mai stato esplorato e ti consiglio di rivolgerti senza timore ad uno psicologo. Per qualsiasi informazione rimango a tua disposizione.
Cari saluti

Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma