Delia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 03/01/2016

Lodi

Sono stanca di vivere soffrendo

Sono una ragazza di 18 anni. Tutta la mia vita è è stata segnata da continui trasferimenti. La mia casa è a Bari, ma ho fatto la 2°,3° e 4° elementare a Milano, per la 5° e la 1°,2° e 3° media sono ritornata a Bari. Il 1°,2° e 3° anno di scuola superiore (Liceo Artistico) gli ho fatti a Troino, la 4° a Lodi e ora in 5° Liceo sono a Piacenza. Sono distrutta. Sento di non appartenere a nessun luogo, ma nello stesso tempo sento il desiderio di voler tornare a casa a Bari, è l'unico luogo dove riesco a sentirmi meglio, al sicuro. I primi tre anni di liceo ho trovato difficoltà a integrarmi, ma i voti erano eccellenti, sopratutto in disegno, amavo l'arte. In terza poi i rapporti con i miei compagni di classe sono migliorati tantissimo, forse avevo trovato un altro posto da chiamare "casa". Poi mi sono trasferita e il quarto anno a Lodi è stato disastroso, mi sono integrata perfettamente senza però tralasciare la scuola, ma i miei voti sono precipitati, ho perso fiducia in me stessa, prendevo insufficienze su insufficienze, perfino in arte e in disegno. Ho iniziato ha pravare odio verso la scuola che ho sempre amato, ho perso la voglia di dipingere, mi sono sentita persa, dinuovo senza una casa, di nuovo sola e pergiunta senza passione. Ho deciso di cambiare, ora prendo il treno ogni mattina e raggiungo Piacenza, pensavo di migliorare la situazione invece sono precipitata ancora più in basso. I miei voti sono peggiorati ancora di più, non esco più di casa perchè devo studiare, ho dimenticato cosè avere degli amici vicino, ho dimenticato cosa mi ha spinto a prendere questa scuola. Mi chiedo dove è finita la me che amava dipingere, che ritrovava nell'arte la sua pace... ora tutto questo lo odio. Il tempo mi scorre addosso e io mi sento ferma come una piccola macchiolina che da fastidio, come un tassello di puzzle incastrato a fatica e che non serve a niente, non appartiene a niente e non ha motivo di esistere. Penso ogni giorno al suicido e a come potrei finalmente mettere fine al mio "niente" che porta al niente e che sento solo come un grosso peso sulla schiena. Piango per ogni cosa, anche per le cose belle perhè mi riportano a pensare a quelle brutte, e loro vincono su tutto. L'unica cosa che mi spinge ancora a respirare e la mia famiglia e il mio fratellino, perchè li amo tantissimo e mia madre, essendo propensa anche lei a momenti di forte tristezza, con la mia morte potrebbe cadere in chissà quale limbo. Il mio fratellino poi è così felice, non voglio lasciarlo con questo peso. Mio padre è così frustrato dal lavoro che potrebbe far ricadere tutta la colpa su di lui. Loro non hanno colpa, le mie insegnanti non hanno colpa, i miei amici non hanno colpa. Io sono la colpa di me stessa. Perchè vivo, ma è come se fossi morta già da tempo. Perchè sono una stupida che non riesce in niente, che per quanto può impegnarsi non raggiunge nessun risulato. Sono una stupida senza una casa. Anche se supero la scuola quale sarà la mia vita?? Chi mi dice che questo dolore passerà? Non ho nessuno che mi può aiutare, ho solo me e ormai ho esaurito le forze, sono stanca. Voglio andarmene senza lasciare nessun ricordo di me. Perchè non ha senso una vita vuota.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Bua Inserita il 03/01/2016 - 20:48

Cara Delia,
posso immaginare quanta sofferenza tu stia provando se pensi che il solo rimedio ad essa sia la morte. Eppure nel tuo racconto hai nominato tante cose e persone che sono tutt'altro che morte e che comunque ti fanno star bene: i tuoi genitori, il tuo fratellino, i tuoi amici, la tua passione per l'arte. Non credo che tu sia una nullità, anzi sono certa che tu abbia tante risorse interne, come dimostra la tua capacità di adattamento a contesti sempre nuovi, che in questi anni hai dovuto esercitare tanto. I brutti voti a scuola sono probabilmente dovuti anche a questo : non è facile ri-adattarsi a contesti nuovi, specie se ciò avviene ripetutamente e quindi è assolutamente comprensibile che tu stia vivendo delle difficoltà in alcuni ambiti, come quello del rendimento scolastico. Credo inoltre che ci siano tante persone che ti possano aiutare in questo momento di difficoltà, a partire dalla tua famiglia: hai provato a condividere con loro le emozioni che provi? Hai mai pensato alla possibilità di rivolgerti ad uno psicologo? Per qualsiasi informazione resto a tua disposizione.

Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma