Simone domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 25/12/2015

Mi sento strano

Salve, mi chiamo Simone e sono un ragazzo di 19 anni. Scrivo perchè mi farebbe piacere un parere esterno riguardo la mia situazione emotiva attuale che adesso vado a spiegare. Sono sempre stato un ragazzo più sensibile e "maturo" dei miei coetanei, tanto è che fin da piccolo sono sempre stato trattato in modo diverso dagli altri, quasi nemmeno fossi un bambino, dandomi responsabilità che a malapena ero in grado di sostenere e guardandomi con mille aspettative che puntualmente, anche oggi, ho il terrore di deludere. Nonostante queste basi, esternamente mi presento come un ragazzo come tanti, semplice, con pochi ma buoni amici, sono sempre andato bene a scuola e anche adesso che studio all'università non mi trovo male. L'unica mancanza oggettiva che posso vedere è quella di una vita amorosa soddisfacente, con poche storielle di poco valore e una grandissima delusione presa ormai 3 anni fa ma che fa sempre male. Così è come mi vedono gli altri, come ogni giorno mi sforzo di apparire nella società ma in realtà, dentro di me, sento tutta un'altra persona. La verità è che sono un bugiardo, fingo continuamente con chiunque, quasi in ogni cosa che faccio, il più delle volte "abbassandomi" al livello degli altri per avere conversazioni normali e mantenere rapporti sociali adeguati, così mi ritrovo continuamente immerso in frivolezze che non mi appartengono. Sento di non avere una direzione nella mia vita, mi sento insoddisfatto di ciò che mi circonda, falso e ogni volta che ci penso scoppio in lacrime. E non è solo la mia vita che sembra non appartenermi ma questo intero mondo che ogni giorno sempre di più mi disgusta. Ogni cosa che succede intono a me quasi mi coinvolge direttamente, dalle ingiustizie sociali, alle catastrofi, ogni volta sento che il dolore degli altri diventa il mio. Per questo motivo, da qualche tempo, penso di poter soffrire di ipersensibilità emotiva, cosa resa più probabile dal fatto che anche mia madre soffre di nervi e attacchi di panico. Questo è come mi sento, spero in un parere riguardo la mia situazione. Grazie per l'attenzione.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Bua Inserita il 26/12/2015 - 15:08

Gentile Simone,
ciò che chiama il dolore degli altri, altro non è che il suo dolore. Il modo in cui ci raccontiamo, ci dice molto su come ci viviamo. Da quello che scrive, ciò che mi colpisce subito è il vissuto di ambivalenza che sembra emergere nei confronti di se stesso: non si "sente all'altezza" o si "abbassa" al livello degli altri? E' una domanda complessa, ma penso che possa esserle utile provare a rifletterci, perciò le consiglio di prendere in considerazione l'ipotesi di rivolgersi ad uno psicologo, con il quale intraprendere un percorso di consapevolezza su di sè e sulle relazioni con i suoi contesti di vita.
Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione.

Cari saluti,
Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma