Valentina  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Prato

Come far capire ai genitori che non si tratta di un problema al cuore ma di un attacco di panico?

Buongiorno, so che con questa domanda farò una figura di merda ma ho veramente bisogno di sapere come far capire ai miei genitori che soffro di attacchi di panico e non di un problema al cuore. È iniziato più o meno da novembre gli attacchi, ma nell’ultimo periodo gli attacchi sono aumentati ogni giorno ne ho massimo 3 attacchi è strano ma purtroppo è vero. L’ospedale mi ha prescritto lexotan ma non mi fa nulla, anzi i professori dicono che sono aumentati. infatti la psicologa mi ha preso l’appuntamento con la psichiatra. Ma i miei pensano che sia un problema al cuore dovuto al covid e vogliono che io faccia una radiografia, come faccio a far capire a loro che sto bene che non si tratta di un problema al cuore? Ho provato a spiegare mille volte ma nulla, non vogliono ascoltarmi.
Ps. Scusi tanto per le punteggiature e la grammatica, ma non riesco mai a mettere le punteggiature è come se ce l’avessi con loro. Grazie tante per la comprensione e aspetto con ansia una risposta, cordiali saluti.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Lorella Bruni Inserita il 24/01/2023 - 10:03

Roma - Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, M
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Buongiorno Valentina, si è corretto che lei voglia essere ascoltata, ma sa le opinioni divergono e certo se può dimostrare ai suoi sul piano obiettivo cardiologico, e con gli strumenti che si hanno in mano in questi casi, che il suo problema è di altra origine, è probabile che l'ascolteranno di più. Al di la di questo aspetto, mi domanderei cosa è successo nella mia vita a novembre, se e come è cambiata, lavorando su questo in sedute, anche di breve durata, a secondo di come le interesserà approfondire deciderà se prolungare o meno. Per ora non parlerei di un problema psichiatrico. La saluto e rimango a disposizione

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 24/01/2023 - 11:20

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Valentina,
A volte per essere ascoltati e compresi dall'altro, bisogna fare un piccolo sforzo per avvicinarsi all'altro, paradossalmente.
Intendo dire questo: forse per convincere i suoi genitori del suo disturbo d'ansia è sufficiente sottoporsi agli esami cardiaci che propongono loro.
Quando questi esami daranno esito negativo, confermando l'ipotesi di attacchi di panico e il parere del medico escludera' problematiche cardiache, allora i suoi genitori dovranno fare i conti con la realtà.
Si faccia accompagnare da loro in questo percorso diagnostico, perché coinvolgendoli riuscirà a far capire loro, nel concreto, la sua condizione psicofisica.
Le auguro il meglio.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Valentina Bennati Inserita il 23/01/2023 - 15:31

Lucca
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Buonasera Valentina,
comprendo la sua sofferenza... non sentirsi validati e ascoltati ci fa sentire impotenti e soli con il nostro dolore.
La sua domanda non è affatto sbagliata o ridicola, anzi! La preoccupazione che provano i suoi genitori, che è lecita, probabilmente non permette loro di ascoltarla fino in fondo. Quando ricevo per la prima volta un paziente che riferisce ansia e attacchi di panico, una delle cose che faccio è chiedere se ci sono patologie fisiche, come iper o ipo tiroidismo, patologie cardiache, in quanto nell'ansia la componente somatica può essere molto marcata . Questo per escludere che la causa dei sintomi riportati non sia attribuibile a livello organico. Invito il paziente a fare degli accertamenti medici, se non lo ha già fatto. Una volta esclusa la base organica ci possiamo concentrare sul lavoro puramente psicologico. Prima di lavorare sul piano psichico è fondamentale conoscere eventuali altre variabili organiche.
Un elettrocardiogramma, una visita dal cardiologo potrebbe tranquillizzare i suoi. Questo è per rispondere alla sua domanda, poiché non c è altra forma evidente. Al di là di questo, quello che sta vivendo e i suoi bisogni sono la priorità e il diritto di essere ascoltata e accolta vengono sempre al primo posto. Un caro saluto
Dr.ssa Valentina Bennati