Davide  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/11/2020

Reggio Emilia

Megalofobia?

Buongiorno. E' la prima volta che mando una mail per questioni di psicologia, perdonatemi se scriverò cose che potrebbero sembrare imprecise, ma non so ancora come esprimermi. Ho 51 anni, decisamente sovrappeso e diabetico non grave. mai avuto traumi fisici, mai stato ricoverato in vita mia. Soffro in maniera non disastrosa ma costante di apnee notturne causa russamento. Non ho mai in vita mia avuto problemi di fobie, ma negli ultimi 15 anni la situazione è gradatamente quanto fortemente variata: dapprima la claustrofobia (soprattutto notturna, a causa di relativi sogni angoscianti quando vado in apnea dura, capita circa 5 volte all'anno), poi le vertigini (problema minore, mi basta non stare in prossimità di uno strapiombo), ma ultimamente una cosa che ancora non ha nome, mai sentita prima, una angoscia stranissima quanto inquietante: da solo e di notte (molto raramente di giorno, e se sono in compagnia il problema scompare proporzionalmente alla distrazione cui queste persone presenti mi sottopongono) sono letteralmente terrorizzato dalla presenza, viaggiando, di elementi giganteschi soprattutto isolati, specialmente se costruiti dall'uomo, come grandi monumenti, ripetitori e parabole su colline, altissimi tralicci. Non mi fa nessun effetto un grattacielo fra grattacieli: la "presenza" angosciante è determinata dalla soluzione di continuità col paesaggio circostante, la sua apparizione improvvisa ancora più se semi-celata dal buio o emergente dalla nebbia. Pensavo che non fosse un gran problema, fino a quando mi sono accorto di non riuscire più a "guardare" questi megaliti incombenti: mentre guido sto letteralmente male, tengo gli occhi bassi o addirittura cambio strada se sono a conoscenza della "presenza" di un grande ponte sotto le cui arcate devo passare, o un altissimo traliccio ancorato, con sulla sommità ripetitori e luci segnaletiche per aeroplani. Cercando su internet ho trovato la parola "megalofobia", con riferimento ad una statua colossale (che effettivamente trovo agghiacciante: L' "Angelo del Nord", di Newcastle Upon Thyne) nella quale mi sono rispecchiato (passandoci in auto da solo e di notte e vedendola spuntare dalla nebbia penso che morirei...), ma senza nessun approfondimento a riguardo. Nessuno, fra l'altro, che abbia lasciato una sua testimonianza, come se ad avere questo problema al mondo ci sia solo io. Sempre di notte (e in questo caso anche se non sono solo) mi angoscia la presenza di grandi masse d'acqua - laghi o insenature marine - che costeggino la strada e visibili direttamente. Vorrei due parole qui da chi se la sente di spiegarmi qualcosa, e naturalmente cerco un professionista esperto in questo genere che abbia già esperienza di casi come il mio, da incontrare in studio. Grazie di cuore e cordiali saluti.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 23/11/2020 - 12:36

Milano
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Gentile Davide, credo che lei abbia trascurato per troppo tempo quei sintomi ansiosi che si manifestavano già 15 anni fa. Quelle angosce si sono ora ingigantite, è proprio il caso di dirlo, prendendo le sembianze di enormi e perturbanti costruzioni come i tralicci o i ripetitori che di notte possono diventare terrificanti con quello loro occhio luminoso che sembra star lì, pronto a... Sembra la scena di un film, il suo racconto, se non fosse per la carica di ansia e angoscia che si porta dietro e che le rovina la vita, potrebbe diventare la scena di un film girato da un grande regista. Credo che abbia un mondo interiore molto ricco, ma può' essere che questo mondo non abbia avuto modo di trovar sfogo ed esprimersi, è come se fosse imprigionato. L'angelo del Nord ha delle ali enormi, ma nella sua possanza fatta d'acciaio, è imprigionato alla terra, non può volare. E' decisamente sovrappeso, scrive, di quanto? Ha mai fatto una dieta? L'acqua, l'elemento liquido che le incute timore ha a che fare con l'inconscio, con emozioni forse per troppo tempo messe da parte e troppo poco considerate. Come se potessero travolgerla con la loro irruenza. Chiede di un professionista adatto. Per ciò' che mi riguarda e se le può far comodo, se è di strada, sono nel mio studio di Bologna ogni primo mercoledì del mese. Un caro saluto.