Alice  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 29/06/2020

Padova

Depressione al lavoro

Buongiorno a tutti!
sono una ragazza di 31 anni e ho un problema con il mio lavoro. Da circa 2 anni sono assunta in una azienda privata e ho un problema...passo la maggior parte del tempo a non fare assolutamente nulla! ho provato a segnalare velatamente il mio problema cercando di ottenere più mansioni, aiutando i colleghi e rendendomi sempre disponibile anche a fare cose non nel mio ambito. Ma questo è stato percepito male e mi è stato detto di stare al mio posto. Vorrei provare a chiedere un part time ma sono terrorizzata non tanto dal titolare, ma più dalla responsabile dell'ufficio, la classica donna isterica e frustrata che riversa tutto sugli altri. Chiedendo anche consiglio ad una collega con cui sono un pò in confidenza mi ha detto che mi renderebbe la vita un inferno fino a costringermi a dimettermi. Sono molto combattuta e non so come comportarmi. Arrivo a casa depressa e triste perché passo 9 ore delle mie giornate a fissare uno schermo senza fare nulla e a 31 anni mi sembra che la vita mi scorra tra le dita senza che io la viva..
Cerco uno spunto, un consiglio, qualcuno ha vissuto un'esperienza simile alla mia?

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Rebecca Silvia Rossi Inserita il 29/06/2020 - 12:03

Andria
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Buongiorno Alice, sarebbe da valutare più ampiamente la questione, ma inizio porgendole alcune domande che magari le daranno spunti per alcune riflessioni. Ad esempio: come mai secondo lei la situazione è questa? C'è stato un cambiamento che ha portato ad avere poche mansioni od è sempre stato così? Ha mai pensato di cambiare lavoro? Quali sono le sue ambizioni? Quali le sue potenzialità e difficoltà? Sia in ambito lavorativo che personale. Come mai vede il part time come la soluzione? Non conoscendo la situazione è difficile darle un consiglio che non sia una generalizzazione. Può contattarmi in privato per spiegarmi meglio se le va. Un caro saluto

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 29/06/2020 - 15:07

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Alice,
da ciò che narra, mi pare di capire che lei mostri difficoltà nella gestione di lassi di tempo dilatati (9 ore), mentre ipotizza che il part-time, essendo un orario ridotto, potrebbe essere più congeniale a lei. Come mai, secondo lei, avverte queste preferenza?
Non sapendo quale sia il suo lavoro e le sue mansioni, non mi è possibile svolgere un'analisi organizzativa dell'eventule azienda che le possa essere utile.
Ma, credo possa essere altrettanto opportuno per lei porsi delle domande autoesplorative: poichè è assunta già da due anni, come mai il disagio lo avverte in modo particolare oggi? Cosa è successo dentro di lei e nel modo in cui percepisce il suo lavoro e contemporaneamente lei stessa nel contesto del suo lavoro? Quali strategie adopera, in generale, nella gestione di situazioni in cui le è richiesto di fare meno di quello che lei si sentirebbe di fare? Come si sente quando accade ciò? Che significato assume per lei il lavoro nella sua vita?
Al di là di ciò che accade in ambito lavorativo, come va la sua vita? E' soddisfatta, in generale, di come sono andate le cose?
Una consulenza psicologica individuale, può aiutarla a fare chiarezza su questi aspetti e, di conseguenza, comprendere e gestire al meglio il vissuto di depressione che è attivato dall'ambito lavorativo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Alessandra Melli Inserita il 03/07/2020 - 10:59

Mestrino
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Buongiorno Alice,
dalle sue parole si evince una grande e più che comprensibile demotivazione ma non mi è chiaro se essa si protrae da due anni o se vi sono stati cambiamenti che possano aver contribuito ad esacerbare questa problematica. Una soluzione potrebbe essere quella di beneficiare di un percorso psicologico di sostegno, con l’obiettivo di recuperare il senso di autodeterminazione ed autoefficacia necessarie per elaborare un progetto di cambiamento, cambiamento che possa essenzialmente concretarsi in un benessere percepito, in una comunicazione più efficace in ambito lavorativo e che contempli magari la possibilità di aprirsi nuove strade, mettendosi in gioco anche altrove.

Cordialmente
dott.ssa Alessandra Melli