Alice  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 29/01/2020

Frosinone

Problemi di ansia

Salve a tutti, mi chiamo Alice ed ho 18 anni. Sono una ragazza estremamente timida e riservata, ho sempre fatto fatica a fare amicizie e a fidarmi delle persone che ho intorno.
Fin da quando ero piccolina (circa 5-6 anni) ho sempre sofferto di problemi di ansia generale, ad esempio rimettevo ogni volta che mia madre andava al lavoro di sera, poiché avevo paura che facesse un incidente e morisse, e inoltre, ogni mattina, durante il tragitto per andare a scuola (elementari) avevo i classici sintomi dell'ansia (dolore alla pancia, conati e tachicardia). E purtroppo questi stati d'animo, crescendo, non sono migliorati, anzi si sono anche intensificati. Diciamo che a scuola sono sempre andata bene, mai bocciata o rimandata, e fino ad un paio di anni fa sono riuscita a gestire questi stati emotivi che si presentavano ogni mattina prima di qualche verifica scritta o orale. Dal 2017 circa le cose sono cambiate, senza un motivo scatenante. Faccio molta fatica a frequentare quotidianamente la scuola, infatti spesso mi ritrovo a stare male la mattina (tachicardia, vomito, giramenti di testa e crisi di pianto) e, di conseguenza, a rimanere a casa. Quando succede mi sento uno schifo, mi sento inutile e in colpa verso tutti. Anche nell'ambito sociale le cose non sono più come prima. I primi anni del liceo mi ero trovata un gruppetto di amici con cui stavo bene e riuscivo ad essere me stessa, ora li evito perché non mi trovo a mio agio, e le rare volte che esco con loro non parlo perché ho paura di essere giudicata in malo modo per ciò che penso, anche se loro non mi hanno mai dato motivo di pensarlo. Quest'anno ho gli esami di maturità, ma se continuo a fare tutte queste assenze non credo sarò ammesso. Inoltre so che facendo così sto provocando un forte dolore ai miei genitori e ai miei professori, che non sanno veramente più cosa fare per aiutarmi. E sinceramente neanche io so bene cosa fare, apparentemente non ho alcun problema: ho una famiglia che mi ascolta e mi sostiene, dei professori che fanno lo stesso e anche i miei compagni di classe, nonostante non ci sia un gran rapporto, non hanno mai fatto nulla per farmi stare male.
Già in passato ho seguito due percorsi psicologici con psicologhe competenti, ma non ho visto grandi risultati, facevo un passo avanti e poi 10 indietro, e ormai non so veramente più cosa fare. Ho perso la speranza in tutto, non riesco a capire per quale motivo non riesco ad essere felice. Secondo voi, dovrei intraprendere un nuovo percorso psicologico con un altro psicoterapeuta? Scusate per il lungo messaggio, ma non so più cosa fare per uscire da questo tunnel. Grazie a chi mi risponderà e buona giornata!

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 01/02/2020 - 10:46

Milano
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Gentile Alice, potrà decidere da se stessa se riprendere il suo percorso con la psicoterapeuta di prima, oppure cercarne una nuova. La cosa importante che emerge in questa sua mail e che le consiglio di portare in terapia, è la difficoltà di separazione dalle figure genitoriali e camminare nello scenario della vita in modo indipendente e autonomo. Ha sempre avuto difficoltà al distacco, anche se temporaneo, fin dalla scuola elementare. La paura del giudizio da parte dei coetanei, sopravvenuto dopo probabilmente in età adolescenziale, è un freno ora alla socializzazione. Quest'anno dovrà affrontare l'esame di maturità, il primo step verso l'indipendenza, in direzione del mondo del lavoro o dell'università. Che cosa farà dopo? Saluti.

Dott.ssa Sara Vassileva Inserita il 30/01/2020 - 15:29

Salve Alice, credo davvero sarebbe utile per i problemi che descrive che lei proseguisse la psicoterapia, potrebbe intraprendere un percorso con un altro professionista o recarsi da una delle terapeuta che l'hanno seguita in precedenza e riprendere il percorso. Ritornare da una psicoterapeuta che la conosce già le darebbe il vantaggio di non dover ricominciare da capo e non dover spiegare ad una persona nuova tutto ciò che la riguarda.
Saluti, Sara Vassileva psicoterapeuta, Genova