mescalina domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 20/01/2014

Salerno

Non voglio caderci più :(

Buonasera, sono una ragazza di 27 anni, soffro da piccola di sensi di colpa, scarsa autostima e comportamenti autopunitivi. In periodi più bui ho anche avuto problemi col cibo: prendevo lassativi e diurerici.
Genitori separati, che litigavano spesso, e usavano le figlie come armi. Arrivavano anche a comportamenti autolesionisti per prevaricare l'altro.

Nel 2008 mia madre muore di cancro e per me arriva una lenta depressione.
Sono stata dallo psicoterapeuta per 3 anni il quale mi consigliò di allontanarmi dalla mia famiglia per l'effetto negativo che ha su di me. Ci sono riuscita per un breve periodo ma mio padre e mia sorella hanno messo in moto una serie di eventi "catastrofici" e son stata costretta a tornare.
Dopo 2 anni ho avuto un crollo e ho dovuto fare una terapia con psicofarmaci.

Sono bloccata da anni con l' università e vorrei laurearmi.

Mio padre nullifica i miei problemi, mi infonde insicurezza e sensi di colpa. Mi mette in cattiva luce con tutti e in competizione con mia sorella, con la quale i rapporti sono rovinati da tempo, nonostante abbia provato a farci pace.

In questi ultimi mesi dopo aver terminato la cura, ho ripreso lo studio e mio padre è tornato alla carica. Invece di andare fuori a studiare dovrei stare a casa: sono un egoista.

Il mio ragazzo e i miei suoceri mi stanno aiutando tantissimo, ma cerco di non coinvolgerle troppo perché mio padre non conosce vergogna: li metterebbe in croce anche la notte.

Una parte di me vorrebbe fuggire e trovare una soluzione radicale. Non sono indipendente, ho un lavoretto che mi permette di studiare e pagarmi le cose primarie, che mio padre mi fa mancare (siamo benestanti).

Dovrei allontanarmi? Se devo tener duro fino alla laurea come trovare un pò di conforto?
Grazie.

  4 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Annalisa De Filippo Inserita il 23/01/2014 - 13:45

Sesto San Giovanni
|

Buonasera,

dice "non voglio caderci più" e credo sia proprio questo il punto. Con le difficoltà legittime che può incontrare nel farlo, è importante che comprenda che ha tutto il diritto a proteggere la sua vita: non è un'egoista se va fuori a studiare e pensa a sé!

Le direi di riprendere la psicoterapia al fine di essere supportata in questo passaggio: non deve fuggire ma mettere una distanza emotiva e, quando avrà la possibilità, anche fisica. Quando avrò compreso sia a livello cognitivo che emotivo il suo diritto a vivere senza ingiusti sensi di colpa, sarà sulla buona strada superare il blocco universitario a cui accenna.

I migliori auguri.

Dott.ssa Margherita Scorpiniti Inserita il 06/02/2014 - 21:46

Provi a non far sapere nulla a suo padre di quello che fa. Non deve comandare sulla sua vita.Deve farsi aiutare per imparare ad affrontarlo diversamente.....Un caro saluto

Dott.ssa Serena Fuart Inserita il 29/01/2014 - 16:36

Gentile utente sono d'accordo con quanto detto anche dai miei colleghi, più che fuggire è necessario focalizzarsi su di sè e sugli schemi relazionali familiari. Una terapia famigliare potrebbe far luce sulle vostre relazioni e migliorarle in modo che possiate star meglio senza bisogno che Lei fugga. A disposizione

Dott.ssa manuela ragosta Inserita il 24/01/2014 - 12:28

Cara Ragazza, mi sembra di capire che la via della fuga sperimentata in passato non abbia ottuno molti risultati. Sembra che ci sia un bisogno di allontanamento ma allo stesso tempo anche un bisogno di riavvicinamento spinto probabilmento dal desiderio di voler recuperare certi rapporti familiari.
Ha mai pensato o provato a lavorare per recuperare tali rapporti? Le consiglio una terapia familiare che possa continuare a rafforzarla ma allo stesso tempo approfondire i nodi familiari non ancora risolti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Ragosta Manuela