Ju  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 30/11/2018

Matera

Trasferimento doloroso

Buonasera
Spero di poter spiegare in modo chiaro ciò che mi preoccupa.
Circa 3 anni fa mi sono trasferita all'estero per motivi di studio. Quando partii ero vincolata all' Italia in diversi modi. Avevo molti amici, un fidanzato da 8 anni e il mio lavoro. Ho sofferto molto e a lungo una volta arrivata, soprattutto per aver lasciato il mio ex fidanzato, ma ricordo chiaramente che era la cosa giusta per me da fare. Sentivo che era ciò che volevo e l'ho affrontato.
Il problema però nasce adesso.
Un paio di settimane fa mi sono arrivate delle risposte riguardo un bando a cui partecipai tempo fa. La sfortuna ha voluto che, nonostante i tentativi di rimanere all'estero, si è presentata l'opportunità di continuare a studiare almeno un anno di nuovo in Italia. Questa opportunità È una di quelle che non si presentano molte volte nella vita e quindi, dopo aver ragionato sulla cosa, ho accettato la proposta. Da quando ho accettato mi sento veramente molto triste e molto giù di morale. Sento come un peso forte e non riesco a farmene una ragione. Non voglio abbandonare la mia vita all'estero. Qui mi sento me stessa e mi sento libera di essere come sono senza il peso dei pregiudizi o delle pressioni. Ho la mia routine, i miei amici, le mie abitudini e i miei tempi. Mi sento così felice qui. E la domanda che mi faccio continuamente è se ho fatto la scelta giusta. Se vale la pena rinunciare alla mia felicità per fare un passo indietro e tornare in un posto che non sento mio. Quando scelsi di lasciare l'italia, nonostante non mi mancasse nulla, non mi sentivo così confusa e così triste. Nessuno può dire cosa accadrà nel futuro, ma io non capisco nemmeno cosa sta succedendo adesso. Vedo solo che, per qualche assurdo motivo, sto rinunciando alla mia felicità. Come esco dall'empasse in cui mi trovo?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 30/11/2018 - 15:30

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buongiorno Ju,
credo che possa confortarla sapere che la nostra "felicità" dipende in massima parte da ciò che è dentro di noi, ed in seconda istanza dal luogo in cui ci troviamo.
Esso assume singificati che possono variare in base al modo in cui lo percepiamo noi, quindi, nel suo caso è importante chiedersi ora cosa significhi per lei tornare in Italia e soprattutto come mai in Italia lei non si senta "libera di essere come sono", quindi se stessa?

Cosa limita la sua libertà? e come mai non si sente in grado di affrontarlo efficacemente esprimendo le sue potenzialità?
Se desidera approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)