Annarita  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 24/09/2018

Sono un istrione. Cosa fare?

Salve, ho 22 anni, sono laureanda in Psicologia e credo fortemente di soffrire del disturbo istrionico di personalità. E' già da tempo che mi frulla in testa l'idea di avere tratti istrionici, tuttavia ho sempre cercato di non ammetterlo, ma adesso non posso più nasconderlo a me stessa. Sto con un ragazzo splendido da più di 5 anni. Lui mi ha sempre dato la forza di cui io avevo bisogno. Io sono una ragazza tanto forte quanto debole. I problemi di natura economica e salutare che vivo in famiglia, il fatto che non riesco a costruire amicizie profonde e importanti, e tutto ciò che mi accade nella vita mi distrugge e mi fa cadere. Tuttavia io cerco sempre di mantenere la mia immagine di "ragazza matura, con una forte personalità, tutta d'un pezzo". Credo di avere tratti istrionici da almeno un anno, se non di più, ma ultimamente sono emersi in maniera significativa. Ho sempre il costante bisogno di flirtare con qualcuno, di ricevere approvazione e lodi, soprattutto da uomini, anche adulti. Dico sempre che non mi piace stare al centro dell'attenzione, quando in realtà spero sempre di essere considerata, di essere "l'amica di tutti", o quella con cui tutti vorrebbero stare. Quando si parla di me, dei miei successi, mi sento profondamente soddisfatta e godo della situazione, mi dà forza, anche se dopo cado in un profondo stato di ansia e depressione. Negli ultimi mesi ho avuto costanti contatti con altri ragazzi, e tutti andavano a finire sempre sullo stesso punto. Sexting e seduzione. E' diventata come una droga, non riesco a farne a meno, lo nascondo, e mi sento profondamente schifata da quello che sono. Ho anche fatto ricorso ad alcuni siti per vedermi in webcam con altri uomini. All'inizio provavo vergogna di me stessa, ma cercavo di minimizzare e giustificare il mio "bisogno". Ma studiando meglio quelle che sono le dinamiche di questo disturbo e dei sintomi correlati quali depressione e ansia, sono arrivata ad accettare il fatto che non voglio e non posso convivere con questo disturbo che mi uccide da dentro, si somatizza in crampi allo stomaco e dolori in tutto il corpo, e soprattutto che mi fa allontanare dalle persone che amo. Fra meno di un mese partirò per un'esperienza Erasmus, e so bene che quella sarà l'occasione perfetta per un istrionico di agire come meglio sa fare, e soffrire allo stesso tempo. Avendo coscienza però del mio disturbo, ho deciso di allontanarmi con il mio ragazzo per poter lavorare su me stessa e cercare di allontanare quanto più possibile questo demone che mi sta divorando. Ultimamente lui era diventata la mia sola ed unica fonte di forza, ma credo che prima di appoggiarmi totalmente a qualcun'altro debba trovare la forza in me stessa. Fino a quasi 3 anni fa andavo in terapia da una psicologa in un consultorio familiare, poi per diverse ragioni non ho potuto più continuare. Vorrei farlo adesso, ma mi hanno detto che non c'è più posto, e inoltre nei mesi che seguiranno non potrò andare perché sarò all'estero. Ho assolutamente bisogno però di lavorare su me stessa. Quali potrebbero essere i vostri consigli? Lasciare che, almeno in parte, questa necessità che ho di trasgredire le regole e di sedurre esca fuori, o placarla? Ho paura però che in futuro, magari anche con il mio fidanzato, tutto questo possa riemergere. Ci sono dei libri che posso leggere e che mi possono aiutare anche solo in parte? Ho davvero bisogno di aiuto, di consigli pratici, ve ne prego.
Grazie mille in anticipo.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 25/09/2018 - 12:54

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Annarita,
Potrei sicuramente consigliarle dei libri e/o riferimenti bibliografici sull'argomento, ma come lei già ha compreso, la sua difficoltà si può risolvere solo comprendendo la funzione che essa ha svolto e svolge nella sua vita.
Ha compreso a pieno il risvolto pratico del suo problema: "mi fa allontanare dalle persone che amo".
Come mai secondo lei una parte del suo Sé ha bisogno di eludere la relazione con l'altro, soddisfacendo un bisogno di approvazione e accettazione che sembra passare attraverso un canale seduttivo?
Come si sente nelle relazioni sentimentali? Cosa significa per lei intraprendere una relazione affettiva?
Da ciò che ha narrato, mi sembra di capire che in lei sia in atto una dinamica conflittuale che la vede divisa tra un bisogno di contatto autentico con l'altro e la necessità di fuga da ciò per ricevere conferme che forse non riesce a trovare nella relazione sentimentale intrapresa.
Detto ciò, credo sia importante sia a livello professionale/studio che personale, approfondire la questione attraverso un consulto psicologico, accogliendola e comprendendo il senso e l'origine di essa.
Solo così potrà risolvere il suo conflitto e trovare un equilibrio.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 24/09/2018 - 21:16

Gentile Annarita,
Dato che ti stai inserendo in questo settore credo che tu sappia come qualche consiglio o leggere qualche libro non può avere la stessa valenza di un percorso psicologico ed è quest'ultimo che ti consiglio se vuoi affrontare degli aspetti della tua perosna in modo più profondo. Ti sarà utile personalmente e professionalmente,
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott. Argo Penovi Inserita il 25/09/2018 - 15:02

Buon pomeriggio Annarita,

Lei ha scritto di volere dei consigli pratici per poter affrontare ciò che la affligge... tuttavia, mi permetto in quanto futura collega, credo che lei sappia molto bene che dei consigli generici o delle letture generiche sull'argomento siano assolutamente insufficienti.

In sostanza, mi viene da pensare che lei agisce in questo modo per via del vantaggio secondario, ovvero si agisce ciò che ci fa stare male perché questo ci permette di far cessare o di evitare qualcosa di doloroso o di angosciante.

Per spiegarmi meglio: immaginiamo che lei abbia molta fame ed il vantaggio secondario sia come un lauto pasto avvelenato. Mangiare il questo cibo senza dubbio le permetterebbe di non sentire più i morsi della fame, tuttavia lei verrebbe avvelenata.

Allo stesso modo ciò che fa le permette di sentirsi meglio nel brevissimo termine, ma nel medio o lungo termine la situazione peggiorerebbe.

Il mio consiglio è quello di affrontare questa cosa, nello studio di un collega della sua zona o con uno di noi online in previsione dell'Erasmus, allo scopo di migliorare il prima possibile sia la sua qualità della vita sia quella delle persone a lei vicine.

Resto a disposizione per dubbi, domande o approfondimenti e le auguro una buona giornata

Dott. Argo Penovi
3339848271
www.lopsicologoinsabina.it
Studi di Collevecchio e Magliano Sabina (provincia di Rieti)