anna domande di Alimentazione  |  Inserita il 29/09/2016

Napoli

Obesità e senso di responsabilità

Ho un problema alimentare da circa dieci anni. Da quando è morta mia nonna quando avevo 12 anni, ho sempre sentito di dover esser all'altezza dei mie genitori prima e di tutte le persone che ho amato poi. Cerco di prendermi cura di tutti oltremisura ma io sfogo la mia ansia e un insopportabile senso di responsabilità con il cibo. All'inizio credevo che bastasse una dieta ma non è così; diete efficaci ne ho trovate ma non sono in grado mantenere a lungo la cura perché prima o poi mi trovo sempre a cedere, a sprofondare in un dolore che nascondo. Davanti agli altri infatti mangio razioni normali, poco e alle feste nulla. Vorrei guarire perché il mio mi pesa anche quando penso, mi rende depressa non sentirmi in forma. A questo punto vorrei sapere se devo seguire una cura psicologica con uno specialista.
Grazie di cuore

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 02/10/2016 - 14:05

Buon pomeriggio Anna,
penso che la risposta se la stia già dando da sola, quando riconosce di cercare il cibo per colmare o placare un tumulto emotivo. Le diete aiutano a capire cosa mangiare e cosa no, a seconda della propria costituzione e situazione metabolica, ormonale e medica; ma non aiutano a contrastare i momenti di angoscia che portano alle spiluccate o abbuffate, a seconda dei casi. Apprese le regole della giusta alimentazione, occorre che trovi equilibrio dentro di se per poterlo raggiungere anche in tutti i suoi ambiti di vita, dieta compresa.
La terapia cognitiva offre varie strategie e modalità di trattamento per le problematiche emotive e il riconoscimento dei bisogni affettivi, dando spesso risultati in tempi medio-brevi. Al contempo è possibile apprendere anche strategie interiori di gestione degli impulsi di fame nervosa. In tal modo, si agisce in conteporanea su entrambi i fronti.
Le consiglierei quindi vivamente di contattare un terapeuta della sua zona.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 29/09/2016 - 19:13

Buonasera Anna, non ci fornisce informazioni in merito alle diete che fa (che regime alimentare prevedono, se ci sono dei cibi proibiti o si può mangiare un po' di tutto con i dovuti modi, se in questo è seguita da un professionista oppure no, quali risultati si aspetta di ottenere e con quali tempistiche, ecc…). Dal mio punto di vista non è da escludere che non abbia trovato la dieta adatta a lei e precisamente da quello che scrive mi sorge il dubbio che forse le sue diete prevedono un regime alimentare eccessivamente restrittivo che la porta, inevitabilmente, a delle ricadute. Ovviamente la mia è soltanto un'ipotesi che, però, vale la pena tenere in considerazione.
Al di là di questo specifico aspetto mi sembra che ci siano tanti altri elementi che secondo me dovrebbe affrontare con uno psicologo, come ad esempio la gestione efficace dell'ansia, lo sviluppo di relazioni sociali più funzionali, il comprendere e superare il dolore che nasconde. Tutte queste cose potrebbero certamente influire anche sulla sua alimentazione, che in alcuni casi sembra diventare il suo modo di sfogarsi, il suo rifugio, il suo modo di affrontare le emozioni troppo intense.

Dott.ssa Caterina Olivo Inserita il 29/09/2016 - 17:51

Gentile Anna,
credo che un consulto da uno specialista potrebbe esserle di grande aiuto, innanzitutto per avere uno spazio idoneo dove poter condividere in un clima di totale accettazione il suo dolore e poi per valutare insieme il percorso più idoneo per lei. Quando dietro al cibo si nascondono problemi più profondi, le diete non sono sufficienti, perché il lavoro principale da portare avanti è a livello psicologico. Chiedere aiuto potrebbe essere per lei il primo passo per iniziare a prendersi cura di sé, forse è arrivato il momento.