Chiara  domande di Alimentazione  |  Inserita il 26/06/2018

Genova

Consigli su ortoressia

Salve, vi scrivo per un disturbo che sento di avere da qualche mese con il cibo. Sono sempre stata normopeso, anche se forse con 4 o 5 chiletti in più rispetto al mio peso forma. Qualche mese fa ho deciso di voler eliminare questi chiletti che proprio non mi piacevano e il mio scopo era semplicemente quello di mangiare più sano, limitando i dolci, di cui sono sempre stata amante. Ho iniziato così a cercare di mangiare meglio, ma allo stesso tempo contando le calorie e i macronutrienti con un'apposita app. Ho perso sicuramente chili e adesso mi considero giusta, cioè sono alta 1,62 e peso 53 kg circa, quindi non ho intenzione di perdere ulteriore peso, anche perchè alcuni hanno ritenuto il mio dimagrimento eccessivo, anche se mi sembra che a livello di rapporto peso-altezza per adesso non ci siano problemi. Il fatto è che ho sicuramente paura di riprendere i chili persi, quindi continuo a contare le calorie e quella per il cibo credo che stia diventando come un'ossessione, perchè ci penso molto spesso, troppo spesso secondo me, pianifico i pasti tanto tempo prima, mi manda in agitazione il fatto di non poter controllare ciò che mangio, di non conoscere i valori nutrizionali dei vari alimenti, tanto che se appunto non mi è possibile conoscere questi valori, nella maggior parte dei casi rinuncio a mangiarli. Non rinuncio, ad esempio, alla pizza, della quale è possibile conoscere a grandi linee i valori nutrizionali, però solo se pianifico in anticipo quando mangiarla, potendomi organizzare così per il resto della giornata. Se un amico mi propone di andare a mangiare una pizza senza preavviso, io rifiuto. Avendo notato questo rapporto che sto avendo con il cibo, mi sono informata un po' su internet, e sono venuta a conoscenza di questo disturbo chiamato ortoressia e leggendo i sintomi, mi riconosco nella maggior parte. Io penso che l'accettazione dell'avere un disturbo sia già un primo passo, però adesso non so come muovermi. Vorrei risolvere questo problema certamente, però rivolgermi ad uno psicologo sicuramente è costoso, e poi comporterebbe parlarne con i miei genitori e preoccuparli forse più del dovuto, senza contare il fatto che conoscendoli e prevedendo la loro reazione eccessiva, credo che ciò non mi aiuterebbe da un punto di vista psicologico perchè comincerebbero a starmi sempre addosso. Vorrei chiedervi se è possibile secondo voi, avendo già preso consapevolezza del problema, riuscire ad uscirne da sola, oppure se è assolutamente necessario un aiuto esterno. Vi ringrazio in anticipo. Chiara

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 27/06/2018 - 09:49

Gentile Chiara,
Sicuramente riconoscere di avere un problema è il primo passo nella direzione giusta.
Detto questo, da professionista, non posso fare a meno di consigliarti di rivolgerti ad un professionista proprio per poter affrontare al meglio queste difficoltà. Non potrei mai dirti "cavatela da sola" e per il tuo benessere un sostegno psicologico potrebbe essere più efficace. Questo non comporta necessariamente doversi preoccupare eccessivamente e anche riuscire a parlare coi tuoi genitori è uno dei passi verso la risoluzione. Dalle tue parole mi sembra di capire che forse sei minorenne ma finchè non te la sentirai, non dovrai per forza specificare perchè senti bisogno di aiuto. Rispetto al costo che comunque ci sarà, potrai parlarne con il professionista che sceglieri. La fiducia è la cosa più importante.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott. Paolo Zandomeneghi Inserita il 27/06/2018 - 14:53

Cara Chiara,
mi trovo in accordo con la precedente risposta della mia collega di Arluno(MI). In linea generale, comunque, farsi autodiagnosi guardando i sintomi su internet non è una prassi consigliabile, quindi andrei con i piedi di piombo, fossi in lei, nell'assumere di soffrire di ortoressia. Tuttavia, alcuni comportamenti e pensieri che lei descrive, possono legittimamente far sorgere il dubbio, o almeno rappresentare dei fattori di predisposizione. Per questo le consiglio anche io di consultare uno specialista.
Parliamo quindi del tipo di supporto di cui lei potrebbe beneficiare, dei costi, e del coinvolgimento dei suoi genitori.
In linea generale quando si è minorenni (se lei lo è) e comunque quando si vive e si è dipendenti economicamente dai propri genitori, è opportuno parlarne con loro. Tuttavia se si rivolge al consultorio o all'unità di psicologia della sua città potrebbe avere l'opportunità di ricevere aiuto con la desiderata riservatezza (non glielo assicuro perché dipende dalle prassi diverse da unità a unità, quindi può chiedere un colloquio, il primo è sempre gratuito, e informarsi a riguardo).
Da questa considerazione passo a parlare del costo, come ho detto infatti potrebbe rivolgersi al consultorio o all'unità di psicologia della sua città, abbattendo notevolmente i costi.
Per quanto riguarda il tipo di aiuto, non è detto che sia necessario un percorso di psicoterapia, ripeto che le autodiagnosi non sono opportune, potrebbe bastare qualche colloquio con un nutrizionista o con uno psicologo esperto in nutrizione per avere un aiuto in termini di psicoeducazione riguardo l'alimentazione. A volte infatti questi comportamenti (tipo ortoressici) sono dettati da informazioni errate o imprecise reperite su internet, libri divulgativi, altre persone, e una volta ottenute le informazioni giuste scompaiono.

In bocca al lupo,
cordiali saluti,

Dott. Paolo Zandomeneghi