Consigli su ortoressia
Salve, vi scrivo per un disturbo che sento di avere da qualche mese con il cibo. Sono sempre stata normopeso, anche se forse con 4 o 5 chiletti in più rispetto al mio peso forma. Qualche mese fa ho deciso di voler eliminare questi chiletti che proprio non mi piacevano e il mio scopo era semplicemente quello di mangiare più sano, limitando i dolci, di cui sono sempre stata amante. Ho iniziato così a cercare di mangiare meglio, ma allo stesso tempo contando le calorie e i macronutrienti con un'apposita app. Ho perso sicuramente chili e adesso mi considero giusta, cioè sono alta 1,62 e peso 53 kg circa, quindi non ho intenzione di perdere ulteriore peso, anche perchè alcuni hanno ritenuto il mio dimagrimento eccessivo, anche se mi sembra che a livello di rapporto peso-altezza per adesso non ci siano problemi. Il fatto è che ho sicuramente paura di riprendere i chili persi, quindi continuo a contare le calorie e quella per il cibo credo che stia diventando come un'ossessione, perchè ci penso molto spesso, troppo spesso secondo me, pianifico i pasti tanto tempo prima, mi manda in agitazione il fatto di non poter controllare ciò che mangio, di non conoscere i valori nutrizionali dei vari alimenti, tanto che se appunto non mi è possibile conoscere questi valori, nella maggior parte dei casi rinuncio a mangiarli. Non rinuncio, ad esempio, alla pizza, della quale è possibile conoscere a grandi linee i valori nutrizionali, però solo se pianifico in anticipo quando mangiarla, potendomi organizzare così per il resto della giornata. Se un amico mi propone di andare a mangiare una pizza senza preavviso, io rifiuto. Avendo notato questo rapporto che sto avendo con il cibo, mi sono informata un po' su internet, e sono venuta a conoscenza di questo disturbo chiamato ortoressia e leggendo i sintomi, mi riconosco nella maggior parte. Io penso che l'accettazione dell'avere un disturbo sia già un primo passo, però adesso non so come muovermi. Vorrei risolvere questo problema certamente, però rivolgermi ad uno psicologo sicuramente è costoso, e poi comporterebbe parlarne con i miei genitori e preoccuparli forse più del dovuto, senza contare il fatto che conoscendoli e prevedendo la loro reazione eccessiva, credo che ciò non mi aiuterebbe da un punto di vista psicologico perchè comincerebbero a starmi sempre addosso. Vorrei chiedervi se è possibile secondo voi, avendo già preso consapevolezza del problema, riuscire ad uscirne da sola, oppure se è assolutamente necessario un aiuto esterno. Vi ringrazio in anticipo. Chiara