Sessualita' e maternita'

La sessualità durante la gravidanza e dopo la nascita del figlio

Pubblicato il 3 luglio, 2017  / Sesso e Amore
Sessualita' e maternita'
La sessualità durante e dopo la gravidanza

Negli ultimi decenni la concezione della maternità è molto cambiata.

Un tempo divenire madre costituiva il momento di realizzazione femminile per eccellenza e la capacità generativa rappresentava l’essenza della femminilità.

Oggi è ormai superato il legame indissolubile tra l’essere donna e l’essere madre: la maternità si inserisce in un progetto più ampio di vita in cui la procreazione è una scelta consapevole da combinare con molte altre scelte.

Oggi, inoltre, per la maggior parte delle donne, procreare significa imparare a coniugare il tempo da dedicare alla cura e alla crescita del bambino con il tempo da impiegare nell’attività lavorativa, nella cura domestica e nella relazione con il proprio partner. Questo compito crea spesso uno stato di confusione e di smarrimento perché una neo-mamma non sa sempre come comportarsi e su cosa riversare primariamente le proprie energie.

Diventare mamma è un momento della vita meraviglioso per ogni donna: è eccitante, entusiasmante, ricco di pensieri e preoccupazioni; mille i dubbi, mille le domande, le certezze e, soprattutto, i cambiamenti da affrontare.

Diventare mamma significa intraprendere un percorso di trasformazione e di crescita personale in cui entrano in gioco diversi e molteplici fattori (biologici, psicologici, sociali, economici) che rendono ogni gravidanza unica e irripetibile: ogni gravidanza è, infatti, diversa dalle altre, sia che si tratti del primo, del secondo o del sedicesimo figlio.

Durante la gravidanza avvengono una serie di aggiustamenti di ordine fisico, mentale e pratico che preparano una donna a diventare madre e che provocano un certo impatto sulla vita della donna stessa ma anche sulla vita di coppia.  

Nel corso della gravidanza, inoltre, ogni donna sviluppa un assetto mentale diverso da quello che aveva in precedenza che influenzerà le future scelte, le emozioni, le azioni e i pensieri.

La gravidanza rappresenta dunque un tempo di apprendimento della durata di 9 mesi all’interno del quale una donna si prepara a effettuare un’ampia riorganizzazione della propria vita, soprattutto da un punto di vista psicologico, al fine di raggiungere la maturazione necessaria per potersi assumere la responsabilità di una nuova esistenza. È solo negli ultimi mesi della gestazione che la donna si concentra più su aspetti concreti: inizia a creare uno spazio all’interno della propria casa e della propria vita, comincia a pensare al momento del parto, al successivo ritorno a casa e a tanto altro ancora.

Dopo la nascita del bambino è necessario dunque riorganizzare le proprie giornate in base alle esigenze del neonato e accettare che, soprattutto nei primi tempi, il bambino richiederà molte attenzioni e molto tempo.  L’arrivo di un bambino, inoltre, inevitabilmente sconvolge l’equilibrio familiare instaurato fino a quel momento ed entrambi i neo-genitori devono accogliere e accettare sia a livello reale che immaginario l’arrivo di un terzo e il passaggio dalla diade alla triade.

Il passaggio da diade a triade può influenzare l’erotismo e il benessere sessuale di coppia. E’ quindi utile mantenere uno spazio esclusivo per la coppia, sia psicologico che fisico, riservandosi del tempo all’interno del quale mantenere vivi tutti gli aspetti della relazione, sia amicale che erotica, romantica o ludica, ridefinendo così gradualmente tutti gli equilibri.

Ancora prima della nascita del bambino, ossia durante la gravidanza, in genere si assiste a una riduzione del desiderio e della soddisfazione sessuale oltre a una riduzione della frequenza dei rapporti. Tali riduzioni riguardano, in particolare, il primo e il terzo trimestre di gravidanza.
 

Tali riduzioni avvengono nel primo trimestre sia per gli eventuali malesseri fisici (es. le nausee, indolenzimento del seno, ecc), sia per i timori e l’incertezza della nuova condizione. Molte donne, infatti, ritengono erroneamente ancora oggi che fare l’amore, soprattutto nei primi mesi di gestazione, possa provocare danni al feto o addirittura possa favorire un eventuale aborto.

E’ da ricordare che durante una gravidanza fisiologica non esiste alcun motivo medico per rinunciare ad avere rapporti sessuali.

All’interno della pancia della mamma il bambino infatti è ben protetto dal liquido amniotico, dal sacco amniotico e dalle resistenti pareti uterine. Inoltre il canale cervicale, anche se può essere sollecitato dall’atto sessuale, è piuttosto robusto ed ha il suo ingresso sigillato da un tappo di muco; in nessun caso quindi l’organo maschile può entrare in contatto diretto con il feto durante il rapporto sessuale.

Le riduzioni dell’attività sessuale avvengono anche durante il terzo trimestre sia per l’ostacolo fisico rappresentato dal pancione sia per le preoccupazioni legate al parto.

Il secondo trimestre di gravidanza è, invece, in genere, il periodo più sereno anche dal punto di vista dell’intesa sessuale.

È importante tuttavia mantenere una buona intesa sessuale in gravidanza: diverse ricerche hanno sottolineato come avere una buona intesa sessuale durante la gravidanza possa fungere da “fattore protettivo” al benessere sessuale di coppia dopo la nascita del bambino.

E dopo?
Da un punto di vista medico non vi sono controindicazioni a riprendere l’attività sessuale dopo il primo mese di puerperio ma, ciononostante, poche sono le puerpere che provano il desiderio di riprendere i rapporti sessuali a breve distanza dal parto. Questo per diverse motivazioni:

Nella donna che allatta vi è la presenza di alti livelli di prolattina, un ormone che è un forte inibitore del desiderio. Vi è anche la carenza di estrogeni che provoca una marcata secchezza vaginale che può rendere più dolorosi i rapporti (disagio facilmente correggibile con i consigli del proprio ginecologo). Il dolore, a sua volta, può essere un deterrente molto forte nelle donne che hanno subito l’episiotomia: le cicatrici non del tutto guarite, infatti, possono rendere i rapporti ancora più dolorosi. Questo può provocare l’instaurarsi di un circolo vizioso negativo: lo scarso desiderio e la difficoltà di eccitazione dovute ai livelli ormonali, unite al dolore durante la penetrazione rinforzano l’evitamento della sessualità in un circolo che si auto-mantiene se non appropriatamente trattato da uno psico-sessuologo.

Altre caratteristiche che possono insorgere dopo il parto e che possono andare ad influenzare un atteggiamento di evitamento della sessualità sono la difficoltà a raggiungere l’orgasmo e la ridotta sensibilità vaginale che può insorgere a seguito di un periodo espulsivo prolungato, utilizzo del forcipe o della ventosa (può accadere che le fibre del muscolo elevatore dell’ano che circonda la vagina e da cui dipende la sensibilità vaginale vengano molto distese: ne risulta che nella penetrazione la donna riferisce di non avere più la stessa sensibilità di prima).

Di fronte all’impossibilità di raggiungere il piacere o di provare sensazioni piacevoli una donna preferisce non impegnarsi in attività che richiedono un dispendio di tempo e di energie psico-fisiche.

L’evitamento della sessualità può però creare situazioni di stress e di disagio all’interno della coppia. È importante cercare di ripristinare una buona sessualità restando una coppia pur diventando genitori.

Le difficoltà dopo la nascita di un bambino sono comuni a tutte le coppie che diventano genitori: un figlio rappresenta, infatti, un cambiamento importante nella propria vita e spesso l’ampiezza di questi cambiamenti è ben più grande di quello che le persone si aspettavano. 

Siate consapevoli quindi di queste difficoltà e datevi il tempo e lo spazio per adattarvi al nuovo ruolo.

Datevi il tempo di trovare un nuovo ritmo come coppia.

È facile focalizzarsi solo sugli aspetti negativi della genitorialità (essere intolleranti l’uno con l’altra, non avere più tempo per la coppia, non fare più quello che si faceva prima…) ma state certi che, con il tempo, emergeranno in voi delle potenzialità e delle risorse che non credevate di possedere e che vi renderanno una squadra. 

Se avete bisogno di aiuto per questo consultate un professionista qualificato.