Pensami al contrario. Storie e testimonianze di DSA.

Intervista alle curatrici del libro

Pubblicato il 16 ottobre, 2015  / Psicologia e dintorni
Pensami al contrario. Storie e testimonianze di DSA.


Pensami al contrario è una raccolta di testimonianze e storie di vita che hanno come filo conduttore i disturbi di apprendimento (DSA), ossia la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia. Un libro-antologia, quindi, scritto da 63 autori: bambini e ragazzi che hanno avuto il coraggio di raccontare la propria esperienza, genitori che finalmente hanno aperto il loro cuore descrivendo fatiche e battaglie, insegnanti amorevoli e responsabili, educatori e psicologi che quotidianamente dedicano vita e professionalità a quel che comunemente viene definito “disturbo” ma in realtà è semplicemente una “caratteristica”, una “neurodiversità”.

Daniela Conti e Anna Paris ne sono le curatrici e hanno raccolto storie, poesie, diari, lettere e immagini.

Anna e Daniela, perché un libro di testimonianze sui Disturbi di Apprendimento?


Perché, nonostante se ne parli sempre più spesso, dei DSA si sa troppo poco. Di quel che vivono i bambini e ragazzi quotidianamente a scuola, di come si sentono, cosa pensano, del coraggio quotidiano loro e dei genitori, delle battaglie e delle umiliazioni, anche. Pensami al contrario è un libro che racconta i disturbi di apprendimento "dal di dentro", dalle voci dei protagonisti, compresi genitori, insegnanti e terapeuti.

Si potrebbe pensare sia facile, che basti un niente per informarsi, capire tutto, e invece no.

In realtà c'è un totale ed assoluto bisogno di conoscenza. E verità. Quindi abbiamo pensato: chi meglio di chi la vive personalmente può raccontarla? Il libro vuole mostrare, non dare soluzioni operative, e l'intenzione è quella di far “sentire” e “vivere” la dislessia sulla propria pelle.

Anna e Daniela, come nasce questo libro?


Questo libro nasce da una duplice esperienza. Daniela si occupa di editing ed ha curato un libro sui disturbi legati all'infanzia, e Anna da anni è impegnata sul fronte DSA gestendo gruppi importanti su Facebook e aiutando genitori e insegnanti. Siamo soprattutto due mamme di ragazzi DSA impegnate nella lotta quotidiana verso la conoscenza e la diffusione di una maggiore attenzione e consapevolezza. E 63 persone fortissime, che hanno scritto questo libro e che ringraziamo una per una: senza di loro Pensami al contrario non esisterebbe.

Cosa sono i Disturbi di Apprendimento?


Come scrive il Dott. Gianluca Lo Presti, psicologo esperto in DSA, che ci ha regalato la presentazione al libro, “DSA è l’acronimo con cui indichiamo i Disturbi Specifici di Apprendimento. Questi sono composti dalla Dislessia, in cui i bambini hanno forti difficoltà nello sviluppo delle abilità di lettura, la Disortografia, nella quale si commettono un numero altissimo (sopra la norma) di errori ortografici, la Disgrafia, in cui il bambino, non riuscendo nel gesto grafico della scrittura, rende la sua grafia indecifrabile, e la Discalculia, dove si hanno difficoltà che possono spaziare dai fatti numerici sino al non riuscire ad apprendere le procedure di calcolo”.

Quel che noi cerchiamo di far emergere, in questo libro è la possibilità di trasformare questi “disturbi” in “opportunità”, il che richiederebbe semplicemente un sistema scolastico sufficientemente elastico ed inclusivo da tollerare le differenze individuali nelle strategie di apprendimento.
Come ci indica la Dott.sa Emanuela Iacchia, psicologa dell'età evolutiva, nella sua introduzione: “Il grande rischio di chi cresce con un disturbo d’apprendimento è quello di essere identificato con il proprio problema. A scuola succede: non si è più Paolo, Tommaso o Giorgia, ma si diventa l’alunno dislessico, quello discalculico, oppure quello disgrafico o disortografico. Invece no: come testimoniano queste storie si è prima di tutto bambini e persone e poi si è anche qualcuno con un problema da imparare a gestire. Un problema che, come molti soggetti con DSA sanno bene, può rivelarsi anche una grande opportunità, quando viene affrontato nel migliore dei modi. Perché la letteratura scientifica lo spiega bene: crescere con un DSA significa spesso acquisire competenze compensative fuori dalla norma, sviluppare abilità spesso sconosciute a tutti gli altri, insomma diventare davvero unici e speciali non nonostante il proprio DSA, ma grazie ad esso”.

Nel libro si racconta di cosa prova, come vive una persona DSA, come percepisce il tempo passato a scuola, tra gli amici, in famiglia. Quali pensieri, emozioni, parole?


C'è da non dormirci la notte, da piangere di emozione, tristezza e poi sorridere ed esultare per la forza dimostrata. Le storie raccontate, pur tutte diverse, presentano dei tratti comuni importantissimi.
Se dovessimo condensarli in semplici parole – senza togliere il piacere della scoperta ai lettori – diremmo: dolore, frustrazione, inadeguatezza, scarsa autostima, “somaro”, “svogliato”, incomprensione, lotta, ansia, silenzio... e poi battaglia, amore, impegno, scoperta, forza, rivincita, vittoria.
Questa è la parabola, perché questi bambini, ragazzi, questi adulti che si sono ritrovati nelle problematiche dei figli e scoperti a loro volta DSA, hanno una caratteristica comune: la determinazione che si risolve nella capacità di trovare vie e strategie vincenti.
Non dimentichiamoci che l'intelligenza di un dislessico è elevatissima ed allenata a trovare strade alternative. Quindi versatile ed elastica.

Cosa provano invece i genitori di un bambino DSA?

La stessa cosa che provano i figli, amplificata da un senso di impotenza da un lato e rabbia dall’altro. Poi ci sono i genitori fortunati, quelli con ottimi insegnanti attenti, con i quali possono creare un reale team favorevole al ragazzo. Molte storie subiscono una svolta decisiva e positiva a seguito di un cambio scuola. Le mamme e i papà non si arrendono mai, combattono e amano infinitamente i propri figli sostenendoli verso la conquista di un’autostima e un “orgoglio”, una consapevolezza della propria forza. I genitori lottano, ma i ragazzi hanno ancora più coraggio e positività. I ragazzi non piangono (quasi) mai, o se piangono si asciugano velocemente gli occhi.
Cosa provano a leggere il libro? Questo miscuglio di sentimenti che ci racconta una lettrice: “È arrivato! L'ho subito iniziato... ma non riesco a leggere più di due, tre racconti per volta poi vengo sommersa da una quantità tale di emozioni da dover smettere e riprendere fiato ... È il libro della rabbia, della solitudine, delle incomprensioni... ma anche delle rivincite, della lotta costante che fa comunque crescere, della gioia per le vittorie faticosamente raggiunte e che per questo valgono doppio. Tutti sentimenti che ho provato, anzi abbiamo provato in questi ultimi 14 anni. Dovrebbe essere letto in tutte le scuole e da tutti coloro che non conoscono il mondo dsa”(Laura E.).

Come si possono superare queste difficoltà? Quali percorsi possibili?

Noi non siamo professionisti, siamo mamme che sanno ascoltare, e vogliamo rispondere a questa bella domanda attraverso un passo della nostra nota introduttiva:Leggendo il libro, racconto dopo racconto, a noi sembra che le soluzioni stiano tutte lì, tra le parole. Facilissime perché hanno a che fare con la fantasia, la libertà, l’empatia, l’ascolto, l’osservazione e l’amore.
Imparate quindi a “pensare al contrario” di quel che pensavate dei ragazzi DSA. Partite da un vuoto, cancellate i preconcetti o le vostre convinzioni e leggete questo libro. Vi porterà lontano senza darvi soluzioni, solamente mostrandovi la strada da percorrere”.


Due parole sull’acquisto: dove è possibile comprare Pensami al contrario?

È possibile acquistare il libro su www.ilmiolibro.it
Direttamente al link: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/192806/pensami-al-contrario/
Per info o invii diretti via posta, contattare pensamialcontrario@gmail.com

Parte degli autori devolve il ricavato dei diritti a due associazioni: AID e l’Associazione “Luce” di Alghero. Il libro rispetta i criteri di alta leggibilità per dsa.

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