Rimuginio e ruminazione cognitiva: strategie efficaci di regolazione emotiva?

Pubblicato il 16 agosto, 2017  / Ansia e Depressione
Rimuginio e ruminazione cognitiva: strategie efficaci di regolazione emotiva?

I processi alla base della ruminazione e della rimuginazione fanno parte della vita di tutti, tali costrutti, frequentemente utilizzati nella concettualizzazione di molte forme di psicopatologia, sono definibili come processi di regolazione emotiva che, in quanto tali, dovrebbero predisporci all'azione e ad un migliore adattamento alla realtà e alle situazioni in cui ci imbattiamo.

A chiunque è capitato almeno una volta di pensare a qualche errore del proprio passato, della propria vita, di rivedere le scelte fatte considerandole sbagliate e di valutarne negativamente le conseguenze, utilizzando tale valutazione al fine di compiere scelte migliori.

A tutti noi è capitato almeno una volta di essere particolarmente preoccupati in vista di un evento importante (esame universitario, matrimonio, colloquio di lavoro…), di averci perso parte del sonno alla luce di previsioni negative ("sarà un disastro"… "andrà sicuramente male"…) quasi sempre smentite da ciò che si è poi realmente verificato.

Ma allora perché ruminazione e rimuginio vengono descritti in un'ottica negativa?

Entrambi sono forme di pensiero negativo e ripetitivo che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo cruciale tra i fattori psicologici alla base della sofferenza emotiva. Sono forme di preoccupazione rispetto a cose del passato (accadute) e del futuro (che potrebbero accadere) ripetute e continue che creano uno stato di sofferenza psichica invalidante e prolungata nel tempo, ostacolando la naturale regolazione emotiva a fronte di eventi e situazioni.

Una strategia di regolazione emotiva efficace si esplica nel giro di poco tempo permettendo alla persona di ottenere il massimo beneficio (riduzione dello stato emotivo negativo) in un tempo limitato. Ciò non avviene, per esempio, quando attraverso la ruminazione cerchiamo di regolare uno stato di tristezza indotto da un fallimento andando a ripescare dall'intera storia di vita tutti i nostri fallimenti. In quel momento, quella che dovrebbe essere una strategia atta a ridurre lo stato emotivo negativo non fa altro che andare ad accentuare il nostro malessere.

Ma vediamoli nello specifico: Caselli, Ruggiero e Sassaroli (2017) definiscono il rimuginio come "un'attività mentale che implica il continuare a ragionare in modo ripetitivo su certi pensieri negativi su di sé e sugli altri, manipolando dati e informazioni al fine di cercare conferma di tali credenze negative".

E' un'attività cognitiva orientata alla valutazione negativa di eventi non ancora accaduti, secondo modalità mentali predittive.La ruminazione rappresenta, a sua volta, uno stile di pensiero negativo, ripetitivo e orientato su di sé e sui propri disagi che si presenta come modalità analitica focalizzata, invece, su eventi del passato al fine di giustificare stati emotivi o di pensiero del presente in base ad errori di comportamento, aspetti di personalità ed errori di valutazione.

Perché Negativi? L'attivazione massiva di tali forme di pensiero altera la normale capacità di regolazione emotiva della persona prolungando lo stato di sofferenza psichica e predisponendo il soggetto a varie forme di psicopatologia.

Sembra un paradosso: "Rimugino per affrontare meglio la situazione", "Se mi preoccupo più del dovuto troverò una soluzione e starò meglio", "se rifletto bene rispetto agli errori commessi in passato di sicuro non li ricommetterò"… questi sono solo alcune delle spiegazioni rapide e automatiche che normalmente chi attiva tali strategie disfunzionali di regolazione emotiva si da. Ma il risultato non è sempre quello atteso, spesso il costo dell'attivazione di rimuginio e ruminazione è maggiore rispetto al beneficio che comporta.

Psicopatologia: Rimuginio comunemente associato a disturbo d'ansia generalizzato; Ruminazione a disturbi depressivi, ansia sociale, disturbo Borderline di personalità e Disturbo ossessivo compulsivo.

Terapia: numerosi studi hanno verificato l'efficacia dell'approccio meta cognitivo interpersonale nel trattamento del rimuginio e della ruminazione. Tale forma di terapia psicologica ha lo scopo di:

- Aumentare la consapevolezza del soggetto circa l'attivazione di strategie di regolazione come rimuginio e ruminazione
- Porre l'accento sui costi che tale attivazione cognitiva comporta
- Promuovere strategie maggiormente efficaci di regolazione cognitiva

L'attenzione viene spostata dai contenuti del pensiero al pensiero inteso come processo ed in quanto tale come attività umana che può essere controllata e regolata. Nel prossimo articolo vi descriverò le meta credenze positive e negative che rinforzano l'utilizzo di rimuginio e ruminazione rendendole agli occhi dei profani come strategie efficaci ed utili.

Se ti rendi conto di passare molto tempo a "ruminare" sugli errori del passato, sentendo un profondo senso di fallimento che cresce dentro di te sempre di più oppure ogni volta che in vista di un evento attivi uno stato di ansia alimentato da una valutazione costante e continua di quelle che saranno le conseguenze negative di quello che potrebbe accadere vuol dire che in quel momento l'ansia e lo stato negativo del momento non vengono adeguatamente regolate.