Maria Teresa  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 13/02/2020

Roma

Gestione della rabbia e della frustrazione bimbo di 3 anni

Buonasera
vi scrivo perchè sono preoccupata per il mio bimbo di 3 anni.
A detta di tutte le sue maestre nido e materna lui è molto intelligente, avanti rispetto ai suoi coetanei e con una grande capacità di memorizzazione, nonchè un'ottima dialettica ma è allo stesso tempo molto furbo sia nelle risposte che nelle azioni, è inoltre incapace di gestire la rabbia e la frustrazione e non sopporta i no (questo deriva molto credo dal fatto che è viziato dalla famiglia). Ha scatti di ira in cui incomincia a picchiare chi ha davanti in quel momento, i compagni , noi , e ieri purtroppo è capitato anche con la maestra.
Io sono sempre stata educata al rispetto delle figure di rifermento genitori maestre professori quindi questa sua azione mi ha destabilizzato ancora di più.
Anche quando usciamo soprattutto se è stanco ha questi scatti di ira nei qulai incomincia a picchiare il padre o me rovinando ormai troppo spesso le giornate e l'armonia familiare oltre alla vergogna che noi proviamo nel vedere gli altri osservare queste scene ma questo è l'aspetto meno importante per me.
Noi abbiamo notato che lo fa soprattutto nei momenti di stanchezza ma quello che non riusciamo ad evitare è che il capriccio sfoci poi nell'alzare le mani, comportamento questo che genera in noi un senso di frustrazione ed una sensazione di impotenza.
Io do la colpa di questo atteggiamento del bimbo in gran parte a mio marito che ha instaurato con lui un rapporto troppo morbido quasi da amico e compagno di giochi, lui non gli dice mai di no e lo accontenta in tutto, gli chiede opinioni su ogni cosa (ad un bimbo di tre anni!!!) così che il piccolo può scegliere cosa mangiare, cosa vedere in tv, con quel macchina uscire, dove sedersi, dove mangiare... io sono fermamente convinta che questo suo atteggiamento sta danneggiando il bimbo anche perchè quelle poche volte che il padre assume un atteggiamento più severo e dice dei no il bimbo si sente tradito e si comporta come sopra.
Vorrei un consiglio su come gestire questi momenti e soprattutto come far cambiare atteggiamento al padre e se il caso di parlare direttamente con uno specialista.
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 13/02/2020 - 10:29

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Maria Teresa,
da ciò che scrive, mi sembra che lei abbia già centrato il punto della situazione: ossia mi pare di capire che sia sola nel processo educativo, perchè suo marito non è, al momento, disponibile ad imporre la sua autorevolezza.
Quindi, come giustamente sottolinea lei, il bambino ormai abituato ad uno stile educativo "morbido", comprensibilmente, non accetta la severità.
Pertanto, la prima cosa da fare è provare a confrontarsi con suo marito in modo da capire come mai non si conceda la possibilità di essere autorevole con il bimbo. Posso ipotizzare che suo marito abbia delle riserve a riguardo, nel senso che, in molti casi, chi ha ricevuto un'educazione autoritaria che non ha accettato, nel momento in cui diventa genitore, assume lo stile educativo opposto, quindi tende ad essere accondiscendente.
Può spiegare a suo marito che ogni bambino ha bisogno di essere contenuto, ossia aiutato a gestire gli scatti d'ira in modo che non si manifestino attraverso comportamenti che poi risultano sgradevoli per il bambino (che si agita e si sente inadeguato) e anche per i genitori ("frustrazione e impotenza" a cui accennava lei).
Nel caso in cui suo marito, non dovesse essere ancora pronto ad affrontare la questione, può iniziare lei stessa agendo in questo modo:
1) quando il bambino è stanco, può provare a rassicurarlo con il contatto fisico, ripetendogli che ha ragione ad essere stanco, e che può parlarne a lei, evitando di agire. Consideri, infatti, che spesso i bambini "alzano le mani" quando si sentono incompresi o giudicati dagli adulti di riferimento. Quindi, provare ad accogliere con un abbraccio contenitivo la sua stanchezza, può essere una prima strategia.
2) quando il bambino è sereno e propenso al confronto con lei, può invitarlo a rappresentare graficamente (disegni) i suoi momenti di disagio. Il disegno può essere un utile strumento di confronto e chiarimento con un bambino di 3 anni.
Infine, come si sente lei nel ruolo di mamma? e in quello di moglie? é agevole per la vostra coppia trovare, in generale, delle strategie comuni nella gestione dei problemi familiari?
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).