Damiano  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 13/02/2020

Catania

Sto vivendo la mia adolescenza in modo un po' traballante

Buonasera, sono un ragazzo di 18 anni e sto vivendo la mia adolescenza in un modo un po’ traballante.
È dall’anno scorso che non sono più in grado di assumere una posizione.
Prima ero un ragazzo molto positivo, ottimista, deciso e magari un po’ superficiale ma stavo bene con me stesso..
Dall’anno scorso ho perso tutto, non sono riuscito più a brillare, mi sono sentito spento, tutti i miei obbiettivi sono andati in fumo e mi sento fuori luogo. Ho una “relazione” a distanza con un ragazzo fantastico ma non riesco a starci, non riesco a volerlo. Anche da lontani abbiamo avuto l’opportunità di vederci, mi regalò pure un anello di fidanzamento che non riesco ad indossare perché non sento mio. Vedo che lui sta un po’ male perché sono per infatti miei e pretende le sue attenzioni ma non riesco.
Ho un migliore amico che non sento più come un amico, avevamo un rapporto molto unito ma a causa del suo carattere tutto ciò si è perso per me, non riesco ad accettare la sua immaturità e lui continua a pretendere attenzioni e tutto ma anche con lui non riesco.
Non ho mai parlato di questa cosa con loro, so che è sbagliato ma non ci sono mai riuscito.
Ho letto recentemente una frase che diceva: “Devi provare a fare la cosa più difficile ed essere sincero, su tutto. All’inizio sarà difficile ma almeno non resterai in attesa che la situazione precipiti”.
Tutto ciò mi rimbomba in mente ma allo stesso tempo penso “perché? Perché le persone devono pretendere tutto da me”.
Nella mia vita familiare non so come va, ho fatto coming out da piccolissimo con mia madre e nell’arco degli anni mia madre non ha mai accettato questa cosa ma non ho mai smesso di amare mia madre... è la mia vita, mi rende felice con le sue parole, con i suoi gesti e soprattutto con il suo essere.
Mio padre non hai mai accettato ciò, non abbiamo un gran rapporto, un solo “come stai?” o “Che hai fatto oggi?” e basta.
A scuola mi sembra di vivere un film e mi sento l’attore principale. Purtroppo ho perso un anno scolastico circa 2 anni fa e mi sono ritrovato in una classe un po’ così, un po’ infantili, un po’ chiusi e non apprezzo per nulla ciò anzi mi dispiace un sacco.
Non ho mai avuto problemi per il mio orientamento sessuale a scuola anzi l’anno scorso sono diventato il primo rappresentante d’istituto omosessuale e sono stato orgoglioso di ciò.
Con i professori sono sempre stato educato e mi sono sempre fatto volere bene in un modo o nell’altro ma a causa dell’influenza ho perso quattro interrogazioni prima degli scrutini e oggi mi sento col dito puntato.
Molti professori vengono da me e sento dire: “Vuoi farti bocciare dinuovo?”, “Se non ti metti sotto finirai ancora a ripetere l’anno”, altri mi guardano con quell’aria di disprezzo e mi fa stare male.
Una docente stava quasi per piangere quando parlava con me e ciò mi fa stare male, so che tengono a me per comportarsi così ma fa male avere il dito puntato ogni giorno. Mi sento in un palcoscenico dove sono io l’attore principale e devo dare per forza qualcosa a qualcuno sennò avrò il dito puntato per sempre.
Vi ringrazio anticipatamente.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Sara Vassileva Inserita il 14/02/2020 - 15:04

Genova
|

Gentile Damiano,
alla tua età le richieste da parte degli adulti sembrano essere: "Cresci, scegli la strada che vorresti percorrere, decidi cosa vuoi fare...". A volte è complicato trovare le risposte giuste a queste richieste, il percorso giusto da intraprendere e sarebbe utile chiarirsi le idee sui propri desideri per il futuro e sulle proprie necessità. L'aiuto di un terapeuta potrebbe aiutarti a ritrovare l'equilibrio e la direzione.
Saluti, Sara Vassileva psicoterapeuta Genova

Dott. Fabio Rapisarda Inserita il 14/02/2020 - 14:38

Palermo
|

Buongiorno, l'adolescenza rappresenta un periodo di transizione, indispensabile per accedere all'età matura. La sua età, 18 aa., rappresenta la parte finale di questo periodo, che si può vivere come traumatico, dal momento che in fondo l'accedere all'adultità può essere associato alla perdita definitiva della fase infantile. Cioè si diventa adulti, con tutto quello che rappresenta, soprattutto nell'assumersi delle responsbilità sia con se stessi che con gli altri. E' chiaro che l'adolescenza, essendo per antonomasia un periodo di passaggio, è anche un momento di crisi, funzionale al passaggio all'età adulta. Ciò può portarsi dietro difficoltà sia nel pronunciamento identitario, anche di genere, quindi con se stessi, sia nel rapporto con gli altri: quello che ci piaceva fino a qualche mese prima , magari ora non lo riteniamo più così stimolante. L'uscita da questo periodo , anche se dopo alcune sofferenze, in genere prelude ad una fase adulta più feconda, però in alcuni casi ci può essere una ristagnazione con difficoltà di uscita. Per tale motivo le suggerisco di contattare un terapeuta, esperto del settore, per parlare approfonditamente delle sue problematiche.