La pandemia e il nostro tempo "sospeso"

Pubblicato il 22 febbraio, 2021  / Psicologia e dintorni
tempo sospeso


Mi sono imbattuta in un simpatico libricino il cui titolo mi ha davvero catturato... (questo e poco altro poichè il contenuto onestamente non è stato altrettanto interessante):

MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’ - autore: Francesco Piccolo

E voi... sapreste fare un elenco o un racconto delicato dei vostri momenti di trascurabile felicità? Parliamo di quegli attimi o colori o odori o sensazioni che durano un soffio, ma che rimangono dentro di noi come un imprinting, come una canzone che non è più possibile dimenticare. Allora lo chiamerei MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA’ IN TEMPO DI COVID.

In quell’aggiunta “in tempo di covid” ovviamente c’è tantissimo. Sulla parola covid si è detto e ogni giorno si dice tantissimo, ma sulle parole “in tempo di”, forse vale la pena parlare ancora, perchè vengono trattate come quegli argomenti tabù su cui tutti abbassano lo sguardo sperando ci si possa passare sopra, ma ad un certo punto si sa che è molto meglio condividerle. Quello che ci sta facendo male è che nessuno ci comunica la parola fine, nessuno ci assicura che presto potremo tornare a fare lezione in università, a mangiarci una pizza in compagnia, ad andare a un concerto, a viaggiare. La mancanza di una data FINE ci costringe a rimanere sospesi, ci toglie ogni energia, ci impedisce di sognare, di progettare, di guardare dentro le nostre scatole supertecnologiche dandoci un appuntamento dal vivo. E sembra incredibile dirlo adesso dopo che tutti gli sforzi degli ultimi anni sono stati tesi proprio a farci stare li, di fronte ad uno schermo, anzichè a spronarci a stare insieme, a condividere esperienze vere, a stringerci un pochino di più...

Speravo inventassero un gioco in cui vinceva chi fosse in grado di organizzare il picnic reale più grande della città, o una app in cui eri il più figo se riuscivi ad incontrare di persona chi ti metteva il like sul profilo, ma sono sempre andate di moda altre cose, quelle che privilegiano l’isolamento, quelle che ti sollecitano a fare a meno degli altri, come il solitario con le carte o il famoso farmville: impari a farti un mega orto da solo e a costruirti pure la cascina di legno, e poi se ti invito a fare una gita nei boschi a raccogliere castagne mi guardi inorridito.

Siamo confusi e non ci fidiamo più, e anche se è passato quasi un anno non ci siamo ancora abituati ad indossare queste maledette mascherine. All’inizio ci sembrava di essere maleducati a ripararci il volto di fronte a qualcuno che conoscevamo... ”ma come, penserai mica che io, che io...” “ehm, no è che si deve portare, io non so, cioè lo so che tu non hai niente, ma lo faccio anche per proteggerti..”. Ora abbiamo superato quella fase imbarazzante, ma sentiamo irritazione per questo pezzo di carta o stoffa che ci intrappola la faccia; ogni secondo dobbiamo ricordarci che no, non è più come prima, che tutto il mondo è in mezzo ad una pandemia, che qui in Italia non siamo vaccinati e come al solito ci sono solo tanti problemi. Il governo è nuovamente caduto, si nominano i nuovi ministri, mancano vaccini e siringhe, la cassa integrazione, i disoccupati aumentano, ancora università online e smartworking... Ci alziamo la mattina e non ci aspettiamo nulla di buono, non abbiamo l’aspettativa che possa cambiare qualcosa. Allora che fare?

Allora partiamo da noi, perchè di certo ne vale la pena. Partire da sè stessi non significa essere dei meri egoisti, ma pianificare tutto ciò che è possibile per rendere migliore questo tempo dell’ attesa, per renderlo nostro, per renderlo valido, per fare in modo che non sia un tempo subìto ma un tempo di qualità.

Lo scorso marzo 2020 il lockdown ci ha colto un pò di sorpresa e dopo gli arcobaleni e le canzoni sui balconi, sono seguiti sgomento e rabbia per alcuni (principalmente famiglie con figli), pace e creatività per altri (coppie giovani e artisti in genere), solitudine e ansia per altri ancora (anziani, malati, disabili, persone con fragilità personali). Ora è diverso poichè in qualche modo ci siamo abituati alle riunioni a distanza, ad acquistare online, a restare in casa per giorni, a tollerare cose che mai avremmo creduto... ma il nostro sistema interno è in “sovraccarico”, come incapace di trovare un angolo che sia davvero di reale riposo.

Viaggiamo con una spia rossa sempre accesa ed è per questo che diventa ancora più importante investire su di noi. Abbiamo sicuramente compreso quali sono i nostri punti deboli, le nostre vulnerabilità e possiamo dedicare loro dello spazio. Da ora possiamo decidere di stare meglio. Non domani, non il prossimo mese, ma ora. Se abbiamo bisogno di iniziare una psicoterapia possiamo farlo subito. Anche un corso Yoga, un corso di cucina per imparare a fare la Sacher, o il sogno di realizzare un origami enorme. O imparare a suonare la chitarra perchè era il nostro sogno di bambini. Questo è il momento migliore.

E dopo tutto questo pandemico periodo potremo dire che avremo trascorso

MOMENTI DI INCOMMENSURABILE FELICITA’ IN TEMPO DI COVID.

Intanto ve ne scrivo alcuni che mi vengono in mente -capitati negli ultimi mesi-, costretta molto più a casa che in qualsiasi altro posto del mondo:

  • Scegliere alcune foto fra le migliaia scattate in digitale e stamparle su carta, tenerle fra le mani, sparpagliarle per le stanze.

  • Comprare una latta di tintura lavagna per creare un'enorme tavola da disegno per Ben sul muro della sua camera

  • Tirare fuori i maglioncini di lana e cashmere a cui sono più affezionata e con calma e pazienza passarli delicatamente col rasoio per eliminare tutti i pallini

  • Sfogliare i cataloghi d’arte e leggere i testi (!) degli artisti che me li hanno donati

  • Studiare dopo tanto, tantissimo tempo

  • Fare torte con Ben che poi nessuno mangia

  • La gratitudine in certe mattine di sole

  • L’ammirazione per alcune frasi ben scritte

  • L’emozione di note che tagliano il cuore

  • La sensazione dei fiori fra le dita

  • Il profumo al tiglio

  • La lavatrice che fa tic e segnala che ha finito e il ricordo di mia nonna che diceva che un tempo si lavava tutto a mano

  • Mischiare le tempere e creare nuovi colori

  • La spremuta di arancia e pompelmo rosa

  • La telefonata che non ti aspettavi

  • La telefonata che ti aspettavi
     

Fate il vostro elenco, e condividetelo con gli altri, vi sentirete meglio.